Bersani e la ‘grana’ Palermo: Pd spaccato, alle primarie corrono in 4

Pubblicato il 28 Febbraio 2012 11:10 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2012 11:19

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (Foto LaPresse)

ROMA – La nuova grana per Pier Luigi Bersani si chiama Palermo, dove il 4 marzo si terranno le primarie per decidere il candidato sindaco del centrosinistra. In lizza ci sono ben quattro candidati: Rita Borsellino, sostenuta ufficialmente dal Pd, Davide Faraone, il candidato ‘rottamatore’ vicino a Matteo Renzi e in rotta con Bersani, Fabrizio Ferrandelli, ex capogruppo dell’Idv,  Antonella Monastra (sostenuta da movimenti e associazioni, e un passato che va dal Pci a Rifondazione comunista).

Lunedì Bersani è arrivato a Palermo e si è reso ancora più conto della pericolosità di una piazza importante per il Pd. Tutti gli altri candidati, esclusa quella ufficiale ovvero la Borsellino, hanno disertato l’incontro pubblico con il segretario del Pd. Faraone non si è limitato a non andare ma ha lanciato alla volta di Bersani un accusa: quella di essere sceso in campo personalmente per la Borsellino e ai danni degli altri. “In questa partita palermitana delle primarie del centrosinistra, ti sei tolto la maglia di arbitro per fare il dodicesimo uomo in campo”, ha detto. E poi ha aggiunto: “Se vinco le primarie del 4 marzo, e le vinco, cambia tutto. La gente comune si riapproprierà della politica, quegli elettori che non si riconoscono più nel Pd torneranno in campo. Vinceremo le elezioni”.

Bersani non raccoglie però la provocazione e dal teatro Zappalà dice: “Le primarie non sono una cena di gala, ma a Palermo non ci sarà alcuna resa dei conti nel Pd. Borsellino e’ una risorsa per quel percorso di riscatto civile che, partendo da Palermo, coinvolgera’ l’intero Paese attraverso i temi del sociale, della legalita’ e del lavoro”.