Pannella: “Sono pronto a diventare Presidente del Consiglio”

Pubblicato il 18 maggio 2010 12:18 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2010 12:41

Marco Pannella si dice pronto a diventare presidente del Consiglio. Ai microfoni di Radio Radicale dichiara: «Sono non solo disponibile, ma forse anche fisicamente pronto ad assumere le responsabilità del governo della catastrofe italiana per venirne fuori”. A ottant’anni compiuti, ricorda che in Italia «sta esplodendo una novità che noi da tempo abbiamo individuato, sulla quale da tempo abbiamo cercato di fare dibattito aperto a tutti. Stiamo vivendo una replica dei peggiori anni del sessantennio partitocratico».

Lo storico esponente radicale ha ricordato le analogie con «gli anni Settanta quando abbiamo avuto l’emergere del dominio partitocratico. Oggi tornano i governi di emergenza, le unità democratiche. All’inizio degli anni ’80 esplodeva il caso D’Urso, che si concluse – grazie alla nostra lotta – con il salvataggio della vita che sembrava pregiudicata del magistrato; grazie a questo fallì un disegno che io allora chiamavo P2, P28, PScalfari, Pci, eccetera. Tanto che l’ottimo Eugenio – si riferisce a Scalfari – chiese quasi un impeachment nei confronti del Presidente Pertini, solo perché il Presidente Pertini ebbe il tempo di accorgersi che era già pronto il governo dei capaci e degli onesti, del Pci, di Repubblica, di P2 e via dicendo…».

Per Pannella «l’unità nazionale non ha smesso di aggravarsi, di esserci. Non ci credete? Ebbene, un piccolo esempio: oggi sento parlare di Servizi, generali, Finanza, e guarda caso passa alla Camera una proposta sulla GDF proprio da unità nazionale, firmata da Bocchino e da D’Alema… Vi dice nulla, questo?».

«Io ritengo – conclude – che noi Radicali, quindi anche io personalmente, abbiamo il diritto-dovere di sfidare il ridicolo, per coloro che non sanno. Io sono uno dei leader Radicali e questo mi porta a dover avvertire: sono disponibile ad assumere le responsabilità del governo della catastrofe italiana, perché governare è innanzitutto prevedere, e fare di questa capacità di previsione qualcosa di concretamente utile alla politica».