Paolo Becchi: “Furnari-Labriola-Gambaro scorie M5s, Napolitano salva Pd-Pdl”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2013 19:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 19:32
Paolo Becchi: "Furnari-Labriola scorie M5s, Napolitano vuole salvare Pd-Pdl"

Paolo Becchi

ROMA – Paolo Becchi definisce scorie Alessandro Furnari e Vincenza Labriola: i due deputati hanno lasciato il gruppo di M5s alla Camera. Becchi, un tempo considerato uno degli “ideologi” del Movimento, ha detto: ”Sono contrario alle espulsioni, che vadano via loro: sono scorie. Usano l’Ilva come pretesto, però secondo me vanno via per i soldi. Erano gli stessi che volevano tenersi in tasca la diaria”. Le parole di Becchi sono riportate da Panorama.

”La senatrice Adele Gambaro dovrebbe coerentemente abbandonare da sola il gruppo del Senato del MoVimento 5 Stelle”, ha detto invece Becchi a Telenord. ‘‘Beppe Grillo piu’ che minacciato di cacciarla, ha fatto presente che la senatrice dovrebbe lasciare da sola. Dopo un vero e proprio atto di accusa nei confronti del movimento. Chi e’ stato offeso dando tutte le colpe di un risultato elettorale indubbiamente deludente, e’ Beppe Grillo, non lei”. ”Il movimento dovrebbe rendere chiaro alla senatrice che la sua presenza nel gruppo al Senato del M5S e’ incompatibile con le dichiarazioni che ha fatto. Il problema e’ questo stillicidio, prima Mastrangeli, poi gli altri due pugliesi, adesso lei, bisogna chiarire bene le cose all’interno dei gruppi di Camera e Senato e dire: chi sta dentro il progetto e chi non ci sta piu’? Chi non ci sta piu’ dovrebbe uscire”.

Ma Becchi ha attaccato anche i saggi nominati dal governo e Giorgio Napolitano: “La commissione di saggi per le riforme costituzionali è costituita da 35 persone tutte targate Pd-Pdl, più altre sette che devono aiutarli a scrivere. Poi arriveranno altri 40 parlamentari selezionati fra i meno idioti degli idioti. Che voteranno però su un testo già pronto. Questo è il colpo di stato”.

Poi su Napolitano: ”Fin dall’inizio Napolitano voleva il governo delle larghe intese. C’era un progetto politico chiaro che il capo dello Stato aveva in testa. Non doveva: lui è solo il garante della Costituzione, non un capo politico. Francesco Cossiga lo avrebbero messo al muro, Napolitano viene osannato come il padre della patria. Ma – conclude – vuole solo salvare Pd e Pdl, escludendo il Movimento 5 stelle”.