Sinistra, Paolo Ferrero al Fatto quotidiano: “Vendola, smettila di ignorarmi”

Pubblicato il 20 Maggio 2011 12:38 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2011 12:38
paolo_ferrero

Paolo Ferrero (Lapresse)

I sondaggi davano alla Federazione della Sinistra percentuali da “uno-virgola” ma il 4,1% ottenuto dal partito ha smentito gli aruspici del voto e ringalluzzito Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, il “primus inter pares”  della Federazione. Intervistato da Beatrice Borromeo per il Fatto Quotidiano rilancia l’ipotesi di un’alleanza fra Fds, Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, un “Polo della sinistra” che riesca a porsi come un interlocutore più appetibile del Terzo Polo per il Partito democratico. Per fare questo si rivolge al suo parente politico più prossimo, Nichi Vendola:

Cosa impedisce la riconciliazione tra lei e Vendola?
Il fatto che lui mi ignora. Ho registrato due video-lettere proponendo di presentarci insieme alle elezioni: non mi ha nemmeno risposto.
Come mai?
Chiedetelo a lui, vorrei saperlo anche io. Localmente l’ha persino impedito.
Quali sono gli ostacoli?
Le differenze tra me e Vendola sono due: lui non è comunista e pensa che le primarie bastino a cambiare il sistema politico italiano. Per il resto abbiamo tutti le stesse idee.
[…] Siamo contro la guerra, appoggiamo la Fiom, abbiamo la stessa idea della società, dei diritti dei lavoratori. E dobbiamo combattere insieme per raggiungere il quorum ai referendum di giugno.
[…] Anche perché la battaglia contro il nucleare e per i beni comuni, come l’acqua, è la sfida più importante da affrontare. E potrebbe rappresentare la sconfitta definitiva del berlusconismo, dopo la stangata delle Amministrative.

Fds non ha fatto molta campagna elettorale. Come si spiega il miglioramento rispetto al risultato delle Politiche e delle Europee?
Dopo la caduta del governo Prodi abbiamo imparato la lezione: in questi anni siamo stati nelle fabbriche, con i lavoratori di Eutelia, con quelli della Fiat. Le tv non c’erano, ma gli operai ci hanno visti.

È felice o preoccupato per il successo dei grillini?
È una spia, deve farci capire che le cose non vanno. Ma la risposta di Grillo è pessima: non dare indicazioni di voto è pericoloso. Sostenere De Magistris, per esempio, vuol dire strappare Napoli dalle mani dei Casalesi, e i suoi elettori lo sanno. O pensa davvero che siano tutti uguali?