Paolo Gentiloni racconta l’infarto avuto mentre era con Hollande

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2019 8:48 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2019 8:48
Paolo Gentiloni racconta l'infarto avuto mentre era a colloquio con Hollande

Paolo Gentiloni racconta l’infarto avuto mentre era con Hollande (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio e attualmente deputato Pd, ha raccontato ad Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, l’infarto avuto mentre era a colloquio con Hollande. Gentiloni stava parlando di alcuni aspetti meno noti della sua lunga carriera, a partire da quel principio di infarto, iniziato mentre era a colloquio con il presidente francese, passando per i suoi anni da liceale “coll’avversario” Gasparri e le sue lunghe partite a tennis con colleghi e non.

Giorgio Lauro e Geppi Cucciari hanno iniziato chiedendo a Gentiloni proprio di quell’infarto: “Venivamo da settimane complicate, era passato solo un mese dalla mia nomina a premier, ero tranquillo, ma iniziai a sentirmi male, con una forte pressione sul petto, già mentre ero a colloquio con Hollande”.

Come reagì? “I francesi tengono molto a questi pranzi con foie gras e formaggio, e io non mangiai nulla. Non chiamai un medico perché pensai al ‘casino’ che poteva accadere, mi dissi di tenere duro perché non era nulla”. Poi, però a Roma…”A Palazzo Chigi c’era una brava dottoressa che mi portò di corsa al Gemelli dove mi misero uno ‘stent’. Chiamammo un’ambulanza che si fermò in un cortile di un altro palazzo, io arrivai li in macchina. Al Gemelli – ha spiegato l’ex premier a Rai Radio1 – arrivai su di un lettino coperto da un lenzuolo, per non farmi riconoscere”.

Insomma, ha avuto un infarto mentre era in Francia. Cosa le disse il medico? “Di stare tranquillo, mi dissero ‘abbiamo quasi finito’ mentre mi stavano operando, io guardavo dallo schermo”. Poi, almeno, si prese un periodo di riposo? “Mi dissero di prendermi riposo assoluto, ma facemmo un Consiglio dei Ministri due giorni dopo”.

Lei giocava a tennis con dei suoi colleghi: l’attività prosegue anche dopo questo intervento? “Certo”. Con chi giocava più spesso? “Facevamo dei doppi con Realacci e Rutelli, che giocavano insieme e Chicco Testa, che giocava con me. Era una specie di rito propiziatorio pre-elezioni, iniziato nel 1993”. Chi vinceva con più frequenza? “C’era equilibrio”.