Paolo Gentiloni: “Ucraina, situazione fragile. Ma a Russia non chiudiamo porte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2015 13:43 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2015 13:46
Paolo Gentiloni: "Ucarina, situazione fragile. Ma a Russia non chiudiamo porte"

Paolo Gentiloni: “Ucarina, situazione fragile. Ma a Russia non chiudiamo porte” (foto Ansa)

UCRAINA – “La situazione in Ucraina è molto fragile”, “l’Italia ha guidato i pattugliamenti Nato sui cieli del Baltico e ha applicato correttamente le sanzioni alla Russia, pagando un prezzo pesante. La nostra specificità è che riteniamo occorra non chiudere le porte alla Russia”. Lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista ad Antonella Rampino de La Stampa.

Al presidente ucraino Petro Poroshenko, Gentiloni – in visita martedì 5 maggio a Kiev – dirà “che l’Italia sostiene Kiev, e Kiev deve fare le necessarie, dolorose riforme economiche e costituzionali, compresa l’autonomia del Donbass. È importante – spiega il responsabile della Farnesina – anche perché una certa narrativa mediatica anglosassone ci dipinge come perplessi, quando invece abbiamo sempre fatto fino in fondo la nostra parte”.

Tra Renzi e Putin, in arrivo in Italia per l’Expo, “la data non è ancora stata fissata, ma certamente l’incontro ci sarà – sottolinea – Senza illudersi di poter tornare d’incanto alla situazione pre-crisi Ucraina, occorre mantenere aperti i canali con Mosca”. Sul capitolo immigrazione il ministro precisa che tra Mare Nostrum e Triton “non è cambiato niente se non il raggio teorico delle operazioni. Il 90 per cento dei migranti continua ad esser salvato in mare, dai mezzi italiani, guardia costiera e Marina ben oltre il raggio teorico di entrambe le missioni”.

“Il punto è che quasi tutto grava sulle nostre spalle. L’Europa deve condividere questa responsabilità, e dal vertice promosso da Renzi è venuta una prima risposta”. Sul via libera dell’Onu a un’operazione di polizia per fermare i barconi dalla Libia è attesa una risposta da New York, “la bozza di risoluzione proposta dall’Italia verrà discussa nei prossimi 10 giorni. Come tutte le vicende che arrivano in Consiglio di Sicurezza, non sarà facile. Ne ho parlato da poco, a Pechino, con il ministro degli Esteri cinese e ho registrato un’apertura. Noi non riteniamo che quella sia ‘la’ soluzione, ma è uno dei tasselli per poter arrivare a colpire i trafficanti di migranti”.