Paolo Gentiloni attacca Virginia Raggi: “A Roma scarsa efficienza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2018 21:26 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018 21:26
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Paolo Gentiloni (Foto Ansa)

ROMA – Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per una volta abbandona i toni felpati e attacca il sindaco di Roma, Virginia Raggi. 

“Questa città non si governa semplicemente affrontando la sequela di emergenze che si verificano ogni settimana – dice l’ex ministro degli Esteri -, intanto perché sono talmente tante e complicate, sedimentate da tanto tempo, che anche l’amministrazione più efficiente farebbe fatica. E non mi pare che siamo in una condizione di avere il massimo dell’ efficienza. Siamo il governo e non possiamo non avere uno spirito di collaborazione su Roma – aggiunge – anche se talvolta questo aiuto è stato accolto con sospettosa riluttanza”.

Dalla sindaca e dal M5S subito l’accusa al premier di fare propaganda: “Siamo in campagna elettorale, quindi ricomincia a valere il principio secondo il quale ‘vince’ chi urla, offende e attacca l’avversario con buona pace dei programmi – dice Raggi -. Oggi è il turno di Gentiloni. Per governare questa città servono i poteri che hanno tutte le altre grandi capitali d’Europa e non chiacchiere prima del voto”, aggiunge.

M5S chiede, tra l’altro, da tempo che la sindaca diventi commissario al debito di Roma. Il vicepresidente Pd della Camera Giachetti, sconfitto da Raggi alle comunali 2016, vuole coinvolgere tutte le forze politiche “per dare a Roma un’organizzazione che prescinda da chi vincerà le elezioni del 2021”. Per un mese ha cercato di invitare Raggi, dice, la quale alla fine ha declinato per impegni istituzionali, ma vuole che “anche lei partecipi, ha il dovere di farlo”.

Critiche alla sindaca dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ne denuncia assenze e ritardi al tavolo per Roma. “Bisogna istituzionalizzarlo e per questo conto di romperle le scatole in modo costruttivo”, dice, “non possiamo stare sulla riva ad aspettare il cadavere della capitale”.

La ricetta per Roma è “strategicità del disegno e cura del quotidiano”, secondo il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi parla di “un’enorme città rassegnata e dolente” in cui bisognerebbe “puntare sulle periferie”. E punge Raggi: “Non siamo qui per fare le scarpe all’amministrazione, ammesso che le abbia…”.

La convitata di pietra è lei, oggi in visita privata dal Papa, “con il quale condividiamo il senso della comunità”, dice. Viene evocata anche da Giovanni Malagò presidente del Coni, che ricorda il ‘no’ alla candidatura olimpica, ma rivendica uno “sport in controtendenza rispetto a Roma”, con numeri da record.

Giachetti ammette che senza M5S e Raggi la Costituente promossa dalla sua ‘Roma Bella’ non può decollare. L’esponente Pd pensa a un governo che “investa su Roma e sia direttamente responsabile con un commissario o un sottosegretario”. “Serve spogliare Roma Capitale della gestione e lasciargli programmazione e controllo, rendendo i Municipi dei veri Comuni”.