Paolo Savona sul condono fiscale: “Se si fa turiamoci il naso”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2018 23:21 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2018 23:22
Paolo Savona sul condono fiscale: "Se si fa turiamoci il naso"

Paolo Savona sul condono fiscale: “Se si fa turiamoci il naso” (Foto Ansa)

STRASBURGO  –   Il contestato ministro degli Affari europei Paolo Savona debutta in Europa nei giorni cruciali della manovra e si trova a dover difendere la finanziaria anche nei punti più controversi, come il condono fiscale: “Se si fa turiamoci il naso”, esordisce spiegando che quelle entrate servono, anche a finanziare la riforma delle pensioni con l’abolizione della Fornero, tra i punti chiave del programma gialloverde, che “moltiplicherà i posti di lavoro”, soprattutto giovanile: per ogni pensionato che lascia, due giovani potranno entrare nel sistema, sottolinea parlando con gli eurodeputati a Strasburgo.

Lo fa son senza lanciare il suo messaggio di rassicurazione, a nome dell’esecutivo ma probabilmente anche personale dopo tutte le polemiche intorno al suo nome nella compagine governativa: “Non intendo intraprendere alcuna azione contro l’euro, anzi voglio rafforzarlo”, ha scandito ancora una volta. Senza dimenticare anche un passaggio su quel rischio default che alcuni hanno letto tra le righe del suo documento sull’Europa inviato a Bruxelles. Non c’è “nessuna possibilità di default del debito pubblico italiano”, ha scandito davanti agli eurodeputati.

Una giornata intensa di incontri per il ministro. Dopo il bilaterale martedì con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che gli ha espresso “preoccupazione” per la manovra, mercoledì Savona ha visto in mattinata la delegazione degli eurodeputati della maggioranza di governo Lega-M5S e nel pomeriggio tutta la delegazione italiana. Un incontro aperto anche ai media dove il titolare del dicastero agli Affari europei ha spiegato la sua visione, levandosi anche qualche sassolino nella scarpa rivelando di essersi sentito “delegittimato nella pubblica opinione”.

Io sono europeo, mi sento europeo, fa parte della struttura stessa del Paese in cui vivo”, ha esordito, annunciando agli eurodeputati che avrebbe registrato i loro “suggerimenti” diventando “parte attiva per trasmetterli al governo”. Quanto alla moneta unica ha poi sottolineato che “all’interno del governo uno dei punti cardine è il discorso di stare in Europa” e “rispettare l’euro”.