Villaggio difende Berlusconi: “Chi ha detto che un anziano non può fidanzarsi?”

Pubblicato il 18 Dicembre 2012 9:40 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2012 9:47
Villaggio difende Berlusconi: "Chi ha detto che un anziano non può fidanzarsi?"

Paolo Villaggio difende Berlusconi: “Chi ha detto che un anziano non può fidanzarsi” (Foto Lapresse)

ROMA – A fine mese, in concomitanza con le “primarie di Capodanno del Pd”, spegnerà 80 candeline. Paolo Villaggio, con Silvio Berlusconi, 76 anni, ha in comune solo l’incedere inesorabile dell’età che avanza, ma l’ironia di certi giornali sull’incapacità del Cavaliere di invecchiare non gli va giù. “Mi tocca difendere B.”, dice in un’intervista a Italia Oggi e poi argomenta: “Chi l’ha detto che un uomo avanti con l’età non possa fidanzarsi con una bella ragazza e farsi ricrescere i capelli?“.

Non gli va giù, dice, un certo moralismo proprio del giornalismo, un po’ cattolico e bigotto.

Lei sa bene, però, che non è tanto il voler essere immortale a venirgli criticato in queste ore. Quanto la concezione del partito come proprietà e i motivi che lo spingono a riscendere in campo.

Risposta. E perché uno così non deve far politica? Crede che altri siano diversi? Siano meglio? […] la politica italiana degli ultimi cinquant’anni è basata sull’aggredire chiunque abbia fortuna. E Berlusconi ne ha avuta più di tutti. L’ho conosciuto che aveva vent’anni, quando cantava sulle navi da crociera. Da zero è diventato uno degli uomini più ricchi del pianeta, creando un impero commerciale e dando lavoro a tanta gente. Francamente mi fido molto più di lui rispetto a tanti politici che non hanno saputo costruire proprio nulla.

Quindi per Villaggio destra, sinistra e centro, sono tutti uguali perché “oggi regna un potere truffaldino” e “sono tutti attaccati come telline ai propri posti di potere“. Anche lui, come il ministro Fornero, parla di giovani “viziati dal boom economico che non accettano di fare i lavori umili della mia generazione”. Una parola pure per Monti e anche qui il pensiero si fa berlusconiano: il premier, osserva, “costretto a risanare l’Italia dalla condizione di miserabile in cui sta naufragando, parla solo di spread. Ma ai poveri che frega dello spread? Un vero grande timoniere dovrebbe pensare ai ragazzi, quelli che devono vivere altri settant’anni e sono terrorizzati perché si rendono conto che è arrivato il redde rationem”.

Poi se la prende col Papa che ha dichiarato che “le nozze gay sarebbero una ferita per la pace”. Papale papale, Villaggio manda a dire al pontefice: “La smettesse di dire stronzate. Cosa possono ferire due persone che si amano da quarant’anni? Una ferita alla giustizia, ha detto. Se c’è ingiustizia è quella fatta al fidanzato di Lucio Dalla dai parenti cattivi che gli hanno tolto tutto. Ingiustizia che il matrimonio gay avrebbe impedito. Il Papa dovrebbe smetterla di comportarsi da monarca medioevale e ammettere che la dittatura più feroce è stata quella della Chiesa, principale argine all’evoluzione culturale. Che ha bruciato vivo Giordano Bruno, impiccato Savonarola e fatto abiurare Galileo. Abbiamo perso quasi duemila anni per l’atteggiamento sessuofobico della Chiesa cattolica”.