Papa: "Sì ai cattolici in politica, ma la loro fede sia solida"

Pubblicato il 25 Novembre 2011 19:36 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2011 19:44

CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV – Va bene l'impegno dei cattolici in politica, ma il presupposto fondamentale dev'essere ''la solidita' della loro fede''. Questo non puo' essere ''un dato acquisito una volta per tutte''. E' suonato come un monito, anche di fronte al dibattito sul ruolo del laicato cristiano nella vita pubblica, ed alla stessa nascita di un governo con la presenza diretta di autorevoli personalita' cattoliche, quello del Papa nell'udienza al Pontificio Consiglio per i Laici, riunito in assembla plenaria su ''La questione di Dio oggi''.

Benedetto XVI ha avvertito che in politica e in economia ''con Dio o senza Dio tutto cambia''. E per far si' che l'azione dei cattolici nella vita pubblica sia ''incisiva'', occorre riportare la ''questione di Dio'' anche al centro della Chiesa.

''A volte ci si e' adoperati perche' la presenza dei cristiani nel sociale, nella politica o nell'economia risultasse piu' incisiva, e forse non ci si e' altrettanto preoccupati della solidita' della loro fede, quasi fosse un dato acquisito una volta per tutte'', ha ammonito il Pontefice. ''La sfida di una mentalita' chiusa al trascendente obbliga anche gli stessi cristiani a tornare in modo piu' deciso alla centralita' di Dio'', ha quindi spiegato, sottolineando che ''in realta' i cristiani non abitano un pianeta lontano, immune dalle 'malattie' del mondo, ma condividono i turbamenti, il disorientamento e le difficolta' del loro tempo''. Percio' ''non meno urgente e' riproporre la questione di Dio anche nello stesso tessuto ecclesiale''. ''Quante volte – ha lamentato Ratzinger -, nonostante il definirsi cristiani, Dio di fatto non e' il punto di riferimento centrale nel modo di pensare e di agire, nelle scelte fondamentali della vita''. ''La prima risposta alla grande sfida del nostro tempo – ha aggiunto – sta allora nella profonda conversione del nostro cuore''.

Per il Pontefice, tra l'altro, la ''crisi che viviamo oggi'' e' ''crisi di significato e di valori, prima che economica e sociale'': ''l'uomo che cerca di esistere soltanto positivisticamente, nel calcolabile e nel misurabile, alla fine rimane soffocato''. Inoltre, ''una mentalita' che e' andata diffondendosi nel nostro tempo, rinunciando a ogni riferimento al trascendente, si e' dimostrata incapace di comprendere e preservare l'umano''. In questo quadro, ''la questione di Dio e', in un certo senso, 'la questione delle questioni' – ha osservato Ratzinger -. Essa ci riporta alle domande di fondo dell'uomo, alle aspirazioni di verita', di felicita' e di liberta' insite nel suo cuore, che cercano una realizzazione''.

E in tutti gli aspetti della vita, ''nella famiglia, nel lavoro, come nella politica e nell'economia'', l'uomo contemporaneo ''ha bisogno di vedere con i propri occhi e di toccare con mano come con Dio o senza Dio tutto cambia''. Per questo, ai partecipanti alla plenaria del dicastero per i Laici Benedetto XVI ha rivolto l'esortazione ''a offrire una testimonianza trasparente della rilevanza della questione di Dio in ogni campo del pensare e dell'agire''. Inoltre, ricordando le varie iniziative promosse dal Pontificio Consiglio, il Papa non ha mancato di rivolgere l'attenzione all'ultima Giornata Mondiale della Gioventu', svoltasi nell'agosto scorso a Madrid.

''Una straordinaria cascata di luce, di gioia e di speranza ha illuminato Madrid, ma anche la vecchia Europa e il mondo intero – ha detto -, riproponendo in modo chiaro l'attualita' della ricerca di Dio''. ''Nessuno – ha aggiunto – e' potuto rimanere indifferente, nessuno ha potuto pensare che la questione di Dio sia irrilevante per l'uomo di oggi''.