Parlamentari pagano metà tasse: con un trucco aliquota Irpef 18% invece di 39%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 6:26 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2014 15:43
Parlamentari pagano metà tasse: con un trucco aliquota Irpef 18% invece di 39%

Ladri: il libro in cui Stefano Livadiotti de L’espresso ha scoperto il trucco dei parlamentari

ROMA – I parlamentari italiani pagano solo il 18,7% di aliquota Irpef, cioè meno della metà delle tasse di un contribuente normale nelle loro condizioni di reddito, ovvero 235.615 euro lordi l’anno. Per tutti gli altri con un reddito pari a quella cifra l’aliquota sarebbe del 39,4%. Lo ha scoperto Stefano Livadiotti, giornalista del settimanale L’espresso, nel suo ultimo libro “Ladri – Gli evasori e i politici che li proteggono” (Bompiani, euro 16,50).

La beffa. Non potendo più – in tempi di crisi, di tagli, disoccupazione crescente e spending review (e anche di facile retorica dell’anticasta) – aumentarsi lo stipendio, deputati e senatori si sono ridotti le tasse. Il Giornale ha chiosato così “tu chiamale, se vuoi, detrazioni”.

Tornando ai numeri, un contribuente con una dichiarazione di 235.615 euro lordi all’anno dovrà pagare, su una base imponibile di 189.431 euro (al netto di ritenute pensionistiche e sanitarie), un’aliquota Irpef del 39,4%, ovvero 74.625 euro. Gli resteranno, così, 114.806 euro netti.

Un parlamentare, invece, pagherà un’aliquota del 18,7%: lo Stato incassa di tasse solo 35.712 euro (quasi 39 mila in meno), l’onorevole si tiene per sé 153.919 euro netti.

Come sono arrivati i parlamentari ad una tale condizione di eccezionalità? Sottraendo dalla voce “entrate”, cioè dalla somma totale del reddito dichiarato, tutti i benefit e i rimborsi spese ai quali gli onorevoli hanno diritto: diaria, trasporti e telefono. Spiega Livadiotti che si tratta di una “interpretazione alquanto generosa dell’articolo 52, comma 1, lettera b, del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi).

Entrate che diventano rimborsi, rimborsi che diventano no tax, 39 milioni di tasse in meno incassate al mese dallo Stato (40 mila euro di tasse in meno a parlamentare, moltiplicato per mille fra deputati e senatori).