Parlamentari restano mille (945). Premio o dazio per elezioni anticipate

di Riccardo Galli
Pubblicato il 19 Dicembre 2019 10:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 10:11
Taglio dei Parlamentari: restano mille (945). Premio o dazio per elezioni anticipate

Parlamentari restano mille (945). Premio o dazio per elezioni anticipate (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Parlamentari restano mille (in realtà 945): la voce corre allarmata e indignata nelle opinioni del cittadino di primo mattino. Non è proprio così, ma quasi. Al Senato della Repubblica è stati raggiunto il numero di firme di senatori appunto che chiedono si faccia referendum. Referendum su cosa? Referendum sulla legge appena varata a gran maggioranza per cui i parlamentari al prossimo giro diminuiscono praticamente di un terzo, da 945 a 600.

E che problema sarà mai questo referendum? C’è dubbio sul suo risultato? Domandare agli italiani se vogliono tagliare parlamentari è domandare a un bambino se vuole la mamma. La gran parte dell’opinione pubblica è certa i parlamentari costino tanto da poter risanare i bilanci di tutte le famiglie. Non è verto, ma l’Italia ci crede. Con trecento parlamentari in meno si risparmiano neanche cento milioni e comunque la logica del risparmio suppone siano soldi buttati quelli per deputati, senatori, Camera, Senato, Parlamento. Una logica con cui hanno trescato tutti i partiti, con cui tutti i pariti hanno commesso atti impuri e di cui è perdutamente innamorato M5S. Di qui la legge: meno parlamentari, più popolo. Anche se l’equazione è falsa all’elettorato piace un sacco, la gente la trova giusta e salutare. Quando sarà referendum il taglio dei parlamentari sarà stra confermato. Che problema c’è?

C’è che se ci dovesse essere una crisi di governo qui e ora o nel prossimo anno e se questa crisi non si concludesse con nuovo governo e nuove alleanze (ma a quel punto chi con chi?) e se quindi si andasse a scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate, allora ci sarebbe è premio o dazio. Premio o dazio, a seconda dei punti di vista. Premio o dazio del tenersi i 945 parlamentari. Premio o dazio del tenersi i 945 parlamentari al prossimo giro elettorale. Le elezioni politiche infatti bloccano la procedura e il calendario referendario, vengono prima. E si terrebbero quindi con la legge elettorale che prevede 630 deputato eletti e 315 senatori eletti. L’altra legge, quella che ha tagliato il numero dei parlamentari, resterebbe inattiva e in attesa di conferma referendaria.

Premio per chi volesse azzardare una crisi con sbocco elezioni anticipate. Salvini avrebbe più posti in Parlamento da promettere a chi lascia M5S. Renzi avrebbe più posti in Parlamento da promettere a chi dovesse mollare Pd o Forza Italia. In generale e in totale trecento posti in più da riassegnare che si rendono disponibili quando molti degli attuali parlamentari avevano di fatto perso ogni speranza di ricandidatura, non fosse altro che per il taglio dei seggi. Premio collaterale per tutte led forze politiche: i trecento posti in meno in Parlamento non al prossimo giro, ma all’altro  giro ancora, magari tra quattro, cinque, sei anni.

Ma si può vederla anche in altro modo: non premio ma dazio, penalità. Andare ad elezioni anticipate comporta ora la penalità di tenersi anche al prossimo giro tutti e 945 parlamentari. Per l’opinione pubblica convinta siano fardello inutile di sicuro un dazio da pagare nel caso di voce al popolo qui e subito e già domani è troppo tardi.