Parlamento/ Dopo lo scandalo note spese in Gran Bretagna. Come utilizzano i rimborsi gli onorevoli italiani?

Pubblicato il 20 maggio 2009 12:56 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2009 12:56

A proposito dello scandalo delle note spese in Gran Bretagna – dove alla fine lo speaker della Camera dei Lord si è dovuto dimettere – il quotidiano la Repubblica passa in rassegna “extra” e rimborsi degli onorevoli di casa nostra.

A Palazzo Madama il Presidente del Senato Schifani ha invitato le onorevoli senatrici, solo qualche giorno fa, a non inserire tra le voci di bilancio le spese per il parrucchiere, che l’anno scorso ammontavano a 81 mila euro totali.

Nessuna decisione è stata presa invece sui rimborsi delle spese funerarie, appannaggio dei deputati passati a miglior vita: spese inserite alla voce “per memoria” e che sono costate al Palazzo ben 134.290 euro nel 2008.

La realtà è che è difficile in Italia verificare come deputati e senatori utilizzino i quasi 100 milioni di euro annui destinati ai “rimborsi per soggiorno” e a ai “rimborsi spese”: senza lo straccio di una prova documentale che certifichi l’utilizzo per scopi istituzionali, uno scandalo come quello inglese in Italia è impensabile.