Parnasi: “Il governo lo sto a fare io”. La cena segreta a casa sua con Lanzalone e Giorgetti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 giugno 2018 9:42 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018 11:58
Parnasi: "Il governo lo sto a fare io". La cena segreta a casa sua con Lanzalone e Giorgetti

Parnasi: “Il governo lo sto a fare io”. La cena segreta a casa sua con Lanzalone e Giorgetti

ROMA – Una cena segreta tra Luca Lanzalone l’avvocato vicino ai 5 Stelle e presidente dell’Acea, Luca Parnasi l’imprenditore al centro dell’inchiesta sullo stadio della Roma e l’attuale sottosegretario alla presidenza, il leghista Giancarlo Giorgetti, il 12 marzo a casa di Parnasi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ne riferiscono stamane alcuni quotidiani – tra gli altri, Repubblica, Corriere della sera, Stampa, Messaggero, Fatto quotidiano – basandosi sulle intercettazioni contenute nell’informativa dei Carabinieri di Roma, allegate agli atti dell’inchiesta sul presunto giro di tangenti per accelerare il progetto del nuovo stadio della Roma.

L’incontro, si legge, avviene nel corso di una cena «riservata» a casa sua, considerata tra le utilità che il manager ha assicurato all’ex presidente di Acea. L’incontro sarebbe servito a completare l’opera di «infiltrazione», tanto che poi Parnasi esulta: «Il governo lo sto a fare io». A maggio, proprio con Lanzalone si sfoga: «Con il lavoro che abbiamo fatto io e te avevamo fatto il Governo», l’avvocato risponde di essere scocciato perché il governo sarebbe stato un’opportunità. «Manda un messaggio a Giancarlo (Giorgetti) che è qua», ribatte l’imprenditore. (Il Messaggero)

La cena doveva restare riservatissima. Il costruttore convocò il manager 5Stelle e il leghista appena otto giorni dopo il voto: “Stiamo super parati, se ci vedono siamo fatti”. Storicamente, presupposti e condizioni per l’inedito abbraccio politico Lega-M5S che condurrà al governo giallo-verde nascono in casa del costruttore romano.

La cena segreta era stata preparata da lunghe chiacchierate tra Parnasi e Lanzalone, il 9 marzo, con intermezzo di sms a Giorgetti. Sicuri di non essere intercettati, e guarda tu invece che fanno le microspie. I due si erano annusati a sufficienza sullo stadio, ma ora, una settimana dopo le elezioni, era il momento dello scambio di favori. Perciò Parnasi chiese a Lanzalone di presentargli Luigi Di Maio. Lanzalone: «Allora io vedo Luigi tutti i giorni, lo sento tre volte al giorno, l’ho visto due ore fa, lo risento domani mattina. Però in giro non lo dico, perché per la cosa che fai… parlare poco… con nessuno…». Parnasi: «Sai, io, guarda, su questo… ». Lanzalone: «Luigi è un po’ come… come Salvini… cioè molto chiuso il cerchio. Io, due, tre persone, punto… (La Stampa)

Sempre nell’ambito dell’inchiesta, secondo i quotidiani, comparirebbe nel registro degli indagati anche il presidente del Coni Giovanni Malagò. La notizia è riportata da Corriere della sera, Stampa e Messaggero. Il Fatto quotidiano, che parla di ‘giallo Malagò’, riporta che lo staff del n.1 del Coni ha fatto sapere che Malagò, che compare nell’elenco dei nominativi per i quali i pm avevano chiesto una proroga delle intercettazioni telefoniche, ‘non è iscritto nel registro degli indagati’.

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