Partecipate, Renzi annuncia tetto al numero per Provincia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2015 10:53 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2015 10:53
Partecipate, Renzi annuncia tetto al numero per Provincia

Partecipate, Renzi annuncia tetto al numero per Provincia

ROMA – “Voglio che ci siano meno municipalizzate, che servono soprattutto a mantenere il posto all’ex politico di turno, metteremo un limite alle partecipate
per Provincia e un limite ai revisori contabili. Nelle legge di stabilità voglio vedere ancora rotolare qualche poltrona, voglio che ci siano meno aziende municipalizzate, è una cosa allucinante che in una Provincia ci siano 7-8-10-15 municipalizzate”, spiega il premier Matteo Renzi anticipando che verrà messo un limite al numero di aziende partecipate per Provincia e un limite, “mi spiace per i commercialisti che ascoltano, ai revisori contabili e manderemo a casa un po’ di strutture: mi domando a cosa serve avere l’Ente per il microcredito”.

In tre anni il caro tariffe dei servizi locali è salito del 9,9% a fronte di un’inflazione contenuta a un aumento dell’1,7%. Nel frattempo sono cresciute le aziende pubbliche partecipate a livello locale per un totale di 1.782 aziende totalmente controllate da enti pubblici. Il Lazio è la regione maglia nera per l’inefficienza delle aziende a totale partecipazione pubblica.

Bilancio regione per regione. Le aziende del Lazio registrano complessivamente le maggiori perdite. In questa regione le partecipate pubbliche hanno perdite per 32 milioni e utili per appena 4,4 milioni. Ma ci sono anche delle regioni virtuose e, sorpresa, fra le prime tre ci sono anche due regioni del Sud: Trentino Alto Adige, la Sardegna e la Puglia. Le partecipate Trentine hanno generato utili per 137,5 mln a fronte di perdite per 5,4 mln.

Avanzi significativi anche per Sardegna (106,8 mln) e Puglia (61,6 mln). Fra le regioni con le partecipate meno efficienti, dopo il Lazio arriva l’Umbria con una differenza di 26,4 milioni tra utili per 6,4 milioni e perdite per 32,8 milioni.

Seguono la Campania con una differenza di 19,8 milioni tra utili per 4,6 milioni e perdite per 24,4 milioni, Piemonte (-9,2 milioni tra utili per 18,4 milioni e perdite per 27,6 milioni), Calabria (-6,7 milioni tra utili per 0,8 milioni e perdite per 7,5 milioni), Abruzzo (con una differenza di 5,2 milioni data da utili per 1,8 milioni e perdite per 7 milioni), Molise (con una differenza di 2,7 milioni data da utili per 0,3 milioni e perdite per 3 milioni) e infine la Sicilia con una differenza di 2,4 milioni data da utili per 11,5 milioni e perdite per 13,9 milioni.

Secondo il rapporto di Confartigianato, nelle otto regioni dove le perdite superano gli utili, gli organismi a totale partecipazione pubblica mostrano un’incidenza del costo del personale sul costo della produzione pari al 37,2%, superiore di 13,5 punti rispetto al 23,8% registrato nelle 13 regioni dove, al contrario, gli utili superano le perdite.