Passera: “La crisi finirà”, ma “basta tasse”. I sindacati “vengano incontro”

Pubblicato il 20 agosto 2012 12:31 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2012 19:26
Corrado Passera

Corrado Passera (LaPresse)

ROMA – Corrado Passera “vede l’uscita dalla crisi” anche se ammette che le “tasse sono troppe” e servono altre soluzioni. Il ministro dello Sviluppo economico è intervenuto al Meeting di Comunione liberazione a Rimini. Il ministro ha ammesso che l’uscita dalla crisi “dipende da quello riusciremo a fare”.

Per il ministro la coesione sociale è il primo passo: “La coesione sociale è la base della crescita. La coesione e la competitività vanno insieme. La coesione sociale non è una zavorra o un costo da portarsi dietro”.

Sull’alto debito pubblico, secondo Passera “a situazione è un po’ peggio di quello che potremmo immaginarci”. Ma le responsabilità “sono anche delle politiche passate. L’eredità di questi vent’anni di seconda Repubblica è davvero deludente. Non dobbiamo nascondere i problemi sulla crescita e sulla crisi”.

Ma per Passera le tasse non devono essere l’unica soluzione: “Abbiamo uno dei livelli di tassazione più alti del mondo, si tratta di una zavorra che dobbiamo correggere. Bisogna trovare le risorse per il welfare e per ridurre le tasse ai cittadini onesti”.

Passera poi sciorina quelli che sarebbero i successi dell’attuale governo: “Abbiamo evitato il commissariamento dell’Italia. Ora è superato, ma dobbiamo sapere che ci siamo andati vicini”.

“La coesione sociale è la base della crescita. La coesione e la competitività vanno insieme”, ha affermato Passera. “Ma la coesione sociale non è un costo da portarsi dietro. Ci troviamo con un disagio di livello occupazionale alto come non mai, ma il problema per la competitività e la crescita si chiama produttività che è più grave del problema dello spread finanziario”. Serve, ha fatto intendere il ministro, un impegno anche doloroso delle parti sociali “per fare ciò che ha permesso alla Germania di salvarsi dieci anni fa”.