Patrizia Baffi, la renziana eletta con i voti della Lega presidente della Commissione di inchiesta Covid

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 10:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 10:47
Patrizia Baffi, la renziana eletta con i voti della Lega presidente della Commissione di inchiesta Covid

Patrizia Baffi, la renziana eletta con i voti della Lega presidente della Commissione di inchiesta Covid (Nella foto Ansa la consigliera con l’assessore Gallera)

MILANO – A Codogno, primo focolaio di coronavirus in Lombardia, era stata eletta consigliera comunale nelle liste del Pd. Poi è passata a Italia Viva di Matteo Renzi.

Oggi Patrizia Baffi è stata eletta presidente della Commissione regionale di inchiesta che dovrà giudicare la gestione dell’emergenza Covid.

Ma non è stata una scelta della minoranza, come indicato dallo Statuto. A votarla sono stati i consiglieri di maggioranza, cioè Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

A nulla sono valsi gli appelli di Pd e M5s di farsi indietro: al momento Patrizia Baffi non ha alcuna intenzione di dimettersi.

Per il segretario del Pd Lombardo Vinicio Peluffo, la consigliera Baffi “ha assecondato le manovre becere della Lega che, in spregio alle garanzie democratiche delle istituzioni, non volevano un esponente Pd”.

“Teme escano verità scomode sulle settimane passate, a partire dalle delibere sulle Rsa alla mancata chiusura della zona di Alzano”.

E aggiunge: “Chi viene eletto dai cittadini per rappresentarli ha la responsabilità del ruolo. Per rispetto delle istituzioni dunque, ancora oggi, chiediamo che Patrizia Baffi si dimetta”.

“La commissione ha un senso solo se, come scritto nello Statuto, è guidata da un esponente scelto dalla minoranza, espressione della minoranza, non da un esponente della minoranza votato dalla maggioranza”.

“Che senso avrebbe altrimenti? La maggioranza che giudica se stessa?”.

Lo stesso Matteo Renzi e il suo capogruppo in Parlamento, Ettore Rosato, le hanno chiesto un passo indietro. Ma Baffi non demorde.

Anzi, afferma di sentirsi “una presidente di garanzia“. E aggiunge: “Come minoranze abbiamo chiesto l’istituzione di questa commissione d’inchiesta, la prima in Europa, perché consapevoli che dobbiamo fare chiarezza e verificare gli errori e appurare le responsabilità, ma credo anche che questa commissione rappresenti per Regione Lombardia una grande opportunità per contribuire a fare una autodiagnosi che aiuti a definire e individuare una cura efficace”.

Come quando a sorpresa disse che non avrebbe votato la mozione di sfiducia del Pd contro l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera perché era “un atto inopportuno sia nel merito che dal punto di vista politico”. (Fonte: Ansa).