Patto Berlusconi-Bossi: resistere ancora un mese. Il senatur: “Con Fini tratto io”

Pubblicato il 9 Novembre 2010 9:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 9:54
bossi berlusconi

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

Resistere fino a dicembre, solo un mese per portare a casa il federalismo e aspettare la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Questo sarebbe il patto che Berlusconi e Bossi avrebbero stabilito ieri dopo la riunione del vertice leghista e l’incontro ad Arcore, come ricostruisce Francesco Verderami sul Corriere della Sera. Ore di trattative che Bossi avrebbe speso per convincere il premier, ancora recalcitrante, ad arrivare a una “crisi pilotata”.

Per ora si temporeggia, quindi, per raggiungere gli obiettivi che stanno a cuore a entrambi, e per non soccombere all’asse Fini-Casini, uno dei crucci di Berlusconi, preoccupato che entrambi premano per arrivare a un governo-ribaltone.

E su questo Bossi lo rassicura: sarà lui a trattare con Fini, prestissimo, forse già domani, per avere rassicurazioni. Dalla crisi dovrà uscire un governo che reinvesta Berlusconi e nessun altro e che sia espressione di questa stessa maggioranza. Quindi senza l’Udc, come invece vorrebbe Fini. L’esito della trattativa non è per niente scontato: sul piatto c’è anche la nuova legge elettorale. Sembra infatti che Berlusconi si sia deciso a trattare una legge che sostituisca il Porcellum. Domani infatti si riuniranno i Pdl Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello e il senatore Carlo Vizzini per buttare giù qualche idea in vista del prossimo confronto con Fli.