Pd: Big Bang; Renzi, non sono il guastafeste del partito

Pubblicato il 28 ottobre 2011 21:34 | Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2011 22:42

FIRENZE, 28 OTT – ''Non mi sento un guastafeste del Pd. Noi crediamo nel Pd, il Pd, per dirlo alla fiorentina, 'ci garba', il Pd quello vero pero'''. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi, commentando con i giornalisti la copertina de 'L'Espresso' oggi in edicola che vede insieme lui e Beppe Grillo con il titolo 'I guastafeste'.

''Grillo prende il 5% in mezza Italia -ha aggiunto Renzi -, ma il problema e' facilmente risolvibile. Se dimezzassimo il numero dei parlamentari, abolissimo i vitalizi ed eliminassimo i privilegi dei politici, il giorno dopo Grillo passerebbe dal 5 all'1% e noi avremmo qualche Regione in piu'''. Stasera si apre a Firenze la convention dei rottamatori e Renzi ha assicurato che dalla Leopolda non uscira' una nuova corrente: ''Non siamo una corrente -ha detto -, non siamo neanche uno spiffero, siamo molto peggio''. Il Pd ''vero'', per Renzi, e' quello che si basa ''sul modello dei grandi partiti democratici di tutto il mondo, dei Democratici americani, dei Laburisti inglesi, un partito serio'' ed e' quello ''originario, che doveva deve e dovra' tenere insieme culture diverse, rilanciare su talento, innovazione merito, che non ha paura del futuro, che non vive di schemi legati al '900''. Per Renzi occorre ''abbandonare l'idea che il programma del Pd nasca da un tizio che sta chiuso a Largo del Nazzareno a dettare il programma, per esempio, di politica economica, un tizio che magari non ha mai preso voti nemmeno nel condominio''. ''Siccome – detto ancora Renzi – l'ultima volta si e' perso, se non si prende qualche voto agli altri si riperde. Noi vorremmo uscire dall'idea di un Pd decoubertiniano: a noi partecipare non ci piace. Diverso e' il caso di chi saltella da una parte all'altra dello schieramento: vogliamo prendere i voti degli altri, ma non offrendo sottosegretariati a poco''.