Pd, a Bologna tutti contro tutti: per le primarie 6 candidati. Ma a far paura è l’outsider Frescaroli

Pubblicato il 19 Novembre 2010 8:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 11:06

A Bologna tutti contro tutti per le primarie del Pd. Gli appelli all’unità del segretario Raffaele  Donini e dello stesso Bersani non sono stati ascoltati. La situazione, sempre più tesa, la ricostruisce Marco Imarisio sul Corriere della Sera. “Andrea De Maria, ex segretario cittadino, è noto soprattutto per aver difeso allo stremo la probità di Flavio Delbono, il «sindaco breve» costretto alle dimissioni per i suoi pasticci con le donne. Virginio Merola, ex assessore cofferatiano, è popolare nel quartiere Savena, meno altrove. Ogni giorno all’interno del Pd spunta un aspirante borgomastro. La parlamentare Donata Lenzi si è ritirata dopo appena una settimana, nemmeno il tempo di aggiornare il pallottoliere e avanza Ernesto Carbone, amico sia di Massimo D’Alema che di Matteo Renzi, impresa di un certo rilievo. Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia, si scalda dicendosi disponibile”.

Virginio Merola minimizza: “Non si tratta di caos o confusione, ma di un dibattito trasparente all’interno di un partito democratico non solo di nome”. Ma ora a preoccupare il Pd sono gli outsider, i candidati non scelti dal partito ma che comunque parteciperanno alle primarie. Il timore è  un secondo “caso Milano”. A Bologna c’è infatti Amelia Frascaroli,  che conduce la sua campagna elettorale dal salotto della sua casa di via Torleone, dove organizza incontri tematici con gli elettori, ai quali offre tè, torte e pane artigianale. Pedagoga, ex direttrice della Caritas, oltre ad essere nel cuore di Flavia Prodi, ha ricevuto l’investitura di Nichi Vendola.

“Mi dispiace essere considerata un pericolo per il Pd. Del resto il patto per le primarie obbliga ogni partecipante a sostenere il vincitore, e io sono sicura che andrà così”. “Sembra la gara dei sette nani. Si parla solo dei candidati, di fronte a una città che ha un disperato bisogno di idee e progetti”, dice Guido Fanti, ex sindaco: “La credibilità del partito è andata persa. E nessuno che provi a capire cosa è successo. La colpa è sempre degli altri”.