Pd: boom di tessere ad Asti. Ma perché tanti albanesi fra i nuovi iscritti?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2013 9:43 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2013 9:47
Pd: boom di tessere ad Asti. Ma perché tanti albanesi fra i nuovi iscritti? (LaPresse)

Pd: boom di tessere ad Asti. Ma perché tanti albanesi fra i nuovi iscritti? (LaPresse)

ASTI – Il Pd sta registrando un improvviso successo fra i cittadini stranieri, in particolare fra gli extracomunitari.

Succede in Piemonte, ad Asti, dove fino all’anno scorso c’erano 165 tessere del Pd. In poche ore, domenica, ne sono state sottoscritte 341, delle quali 230 ad extracomunitari.

Strano, come strano è il boom di tessere del Pd in tutta Italia.

Racconta il Corriere della Sera:

“La sede del Pd di Asti guarda su piazza Statuto, nel cuore della città che siede tra Langa e Monferrato. In un ufficio disadorno, c’è Alfredo Castaldo. Come presidente della commissione provinciale per il congresso, i numeri—e le grane—arrivano sulla sua scrivania. E lui li legge: «Nel 2012, i tesserati pd a Asti erano 165. Nei giorni precedenti al congresso, se ne erano aggiunti un paio di centinaia. Una cosa in fondo abbastanza normale: il congresso, come dire… movimenta». Molto meno prevedibile quello che è accaduto domenica scorsa, in sede congressuale: «Abbiamo fatto 341 nuove tessere in quattro ore. Di queste, 230 sono andate a cittadini extracomunitari ». Due iscrizioni al partito su tre. Perlopiù da parte di cittadini albanesi? «Non solo. Anche romeni, alcuni marocchini… Però, sì: perlopiù albanesi».

C’è chi si arrabbia, si capisce. L’antagonista di Ferrero, la segretaria uscente Francesca Ferraris sbotta: «Pongo la questione morale su cose che tutti hanno visto». Quali cose, le racconta un dirigente: «Al congresso c’erano donne con bambini in braccio, imprenditori con i dipendenti, interi condomini…». Il tutto in una provincia che nell’intera sua storia ha espresso solo un consigliere comunale che non fosse certificato Made in Italy. Per la cronaca, un romeno a Villafranca d’Asti. Tra l’altro, la discesa in campo albanese non riguarda soltanto il capoluogo. Come riferisce lospiffero.com, a Rocchetta Tanaro Cesio, i 40 iscritti sono diventati da un giorno all’altro centotrenta. Quasi tutti extracomunitari e quasi tutti «lavoratori di un’impresa edile del paese, la Bibaj»”.

Senza abbandonarsi a facili razzismi, tra l’altro poco di sinistra, la domanda è: perché stranieri, albanesi ed extracomunitari in genere hanno deciso di iscriversi improvvisamente ed in massa al Partito democratico di Asti?