Pd, Civati: “Unità o…”. Vendola: “Renzi peggio di Berlusconi col Parlamento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Gennaio 2015 16:47 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2015 16:47
Pd, Civati: "Unità o...". Vendola: "Renzi peggio di Berlusconi col Parlamento"

Pippo Civati (Foto Lapresse)

MILANO – Da Milano, dalla convention di Sel (Sinistra, ecologia e libertà) “Human Factor”, arriva l’ultimo attacco al governo Renzi. Lo lancia non solo Nichi Vendola, che definisce Matteo Renzi peggiore di Silvio Berlusconi nell’aver “cannibalizzato” il Parlamento, ma la stessa minoranza Pd, che chiede maggiore unità e convergenza del partito sulla scelta del prossimo Presidente della Repubblica.

Pippo Civati chiede che non ci siano divisioni ma allo stesso tempo evoca la scissione del partito:

“In tanti se ne sono già andati. Non c’è bisogno di dividere il Pd ma io non posso garantire che questo non succeda. Non c’è alcun disegno per rompere. Ma se non si cambia non è una scissione, è un’altra cosa ed è un’altra cosa che vogliamo costruire tutti insieme. Per me è doloroso dire queste cose perché sono partito dall’Ulivo. Se queste cose interessano il Pd io ne sarò felice. Se non interesse, come dice Renzi, ce ne faremo una ragione”.

Sul successore di Giorgio Napolitano al Quirinale lancia un nome: quello di Romano Prodi. Anche se non esclude nemmeno quello di Emma Bonino. Chi Civati non voterebbe è Giuliano Amato, troppo legato “alla Prima Repubblica”. E chiede che il candidato non sia deciso da Berlusconi.

Dice no a scissioni e annuncia di voler restare nel Pd un altro esponente della minoranza critica, Stefano Fassina: 

“Resto nel Pd. Bisogna lasciare da parte la discussione sui contenitori e bisogna lavorare molto sui contenuti. Non serve prendere scorciatoie sui contenitori”.

Per quanto riguarda il Colle chiede “convergenza” e aggiunge: “Non è scontato”.

Anche Gianni Cuperlo chiede un largo consenso sul nome del prossimo presidente della Repubblica:

La questione del Quirinale si pone in termini paradossalmente abbastanza semplici. Bisogna che il Pd discuta i criteri e il profilo di una candidatura autorevole, autonoma e in grado di essere ciò che deve essere: il garante supremo della Costituzione. Poi se su quella candidatura confluiscono altre forze politiche e c’è un largo consenso, un largo accordo nel Parlamento, questo fa soltanto del bene alla democrazia italiana”.

L’attacco più forte al presidente del Consiglio arriva da Vendola: 

“Il renzismo è la versione aggiornata del neo conservatorismo nella versione italiana. Il Patto del Nazareno è il momento di fondazione del Partito della Nazione. È il seppellimento della dialettica tra destra e sinistra, tra giustizia e ingiustizia. Ed è organico a questo progetto che la politica sia soltanto la processione dei commenti mentre altrove si esercita l’arte del comando. Il Presidente della Repubblica non deve essere il garante di un patto scellerato o dell’oligarchia, ma il garante della Costituzione. Dobbiamo impedire che sullo schermo del Quirinale di proietti quel brutto film chiamato ‘patto del Nazareno'”.

Vendola critica soprattutto la “perdita di autonomia del Parlamento”, divenuto un “votificio”:

“Giudichiamo negativamente il fatto che il potere esecutivo con Renzi abbia cannibalizzato il potere legislativo. Non come Berlusconi, molto oltre. Dobbiamo far recuperare sovranità al Parlamento”.

Il leader di Sel invoca un coordinamento forze di sinistra che riunisca i diversi soggetti, anche dal basso, per un lavoro comune.