Pd, Cuperlo a Ballarò: “Dimissioni, non ci ripenso. Ma non ci sarà scissione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2014 21:37 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2014 21:37
Cuperlo: "Mi dimetto e non ci ripenso. Ma non ci sarà scissione"

Cuperlo: “Mi dimetto e non ci ripenso. Ma non ci sarà scissione” (foto Ansa)

ROMA- Si dimette e non ci ripensa perché  ”quando ci si dimette ci si dimette. Dimettersi e poi revocare non é una cosa seria”. Poi assicura che non ci sarà nessuna scissione nel Pd. Gianni Cuperlo, ospite a Ballarò, torna sullo scontro con Matteo Renzi dopo l’incontro con Silvio Berlusconi e l’accordo sulla legge elettorale.

“Io – spiega Cuperlo – ho posto queste questioni e nella replica (l’ho scritto nella lettera che ho rivolto al segretario) io mi attendevo una risposta nel merito delle considerazioni che aveva fatto”. 

‘Nell’ambito della replica del segretario – ha aggiunto Cuperlo – c’è stato un attacco, una critica molto personale”. ”Di fronte a questo modo di discutere io prendo atto, però ho segnalato il problema, che non è una battuta singola o un’offesa gratuita, ma una preoccupazione che io mi sento di esprimere per il bene che voglio al mio partito, che resta e sarà sempre il mio partito, è una concezione della direzione politica che io non trovo convincente”.

 

Cuperlo è comunque amareggiato. Teme che il meccanismo della decisione imposta dall’alto diventi la prassi e lo specifica senza mezzi termini:

”E mettiamo un punto – ha sottolineato – prima che questo meccanismo diventi la prassi, perché non fa bene a nessuno. Non fa bene ai militanti, agli iscritti del PD, non fa bene alla minoranza del PD, ma non fa bene neppure alla maggioranza del PD e me lo lasci dire non fa bene neppure al segretario Matteo Renzi”.

“Non voglio essere polemico, abbiamo bisogno dell’unità ma dell’unità nella chiarezza delle posizioni. C’è  una differenza tra dirigere e comandare: i veri leader dirigono, non comandano“.

Infine Cuperlo nega seccamente  l’ipotesi di una scissione:

“No, questo è il nostro partito, lo è stato, lo è e lo sarà”..