Pd: è caos quorum. Saltano le modifiche allo statuto. Civati: che figura…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2013 14:53 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 14:53
Renzi e Franceschini all'assemblea Pd

Renzi e Franceschini all’assemblea Pd

ROMA – Scoppia il caso e il caos quorum all’Assemblea del Pd. Il partito è arrivato all’appuntamento senza accordo sulle regole, diviso sulla data del Congresso e con una spaccatura in decine di correnti. Ora rischiano di saltare le modifiche allo statuto: tutto per mancanza di accordi. Prevedibile, forse previsto, certamente sottovalutato. Il tutto mentre continua sottotraccia lo scontro tra Matteo Renzi e parte dei vertici del partito. A dare l’idea del caos è il segretario del Pd Guglielmo Epifani: “Ora dobbiamo decidere in che modo concludiamo l’assemblea”. Tradotto: il Pd è impallato e letteralmente non sa cosa fare.

Ad aprire ufficialmente il caso quorum è stato il segretario Guglielmo Epifani:  “La commissione propone di ritirare le modifiche allo statuto anche perché non c’è una maggioranza qualificata”. Lo ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifani parlando all’Assemblea del partito. La pratica, ora, passerà alla Direzione.

“Ora – ha detto il segretario – dobbiamo decidere il modo in cui concludiamo l’Assemblea. E’ stata annunciata la data del congresso e oggi con l’80% dei votanti approvato un documento con le regole congressuali”.

“Sulle modifiche statutarie – ha aggiunto – è subentrato un problema attorno a quei nodi che si sono palesati. La commissione propone di ritirare le modifiche allo statuto anche perché non c’è una maggioranza qualificata” per approvarle. “Il percorso – ha concluso – nell’ambito del regolamento che è stato votato” rimane fermo e “andrà in Direzione per le procedure necessarie per il congresso. La Direzione ha i poteri per quanto riguarda il percorso e in Direzione si proseguirà sulla base di queste scelte”.

Impasse, quindi. E figura non proprio esaltante sottolineata da uno degli uomini di punta del Pd, Pippo Civati:  “Lo fanno apposta. Dopo quattro mesi di dibattito surreale, torniamo al punto di partenza. Sapevano che le regole potevano restare quelle che erano già e si poteva fare il congresso senza cambiare lo statuto. Ma che figura ci facciamo? Che cosa deve dire ora il delegato che è venuto fin da Melbourne?” Civati lo dice allargando le braccia, di fronte a quanto successo in assemblea, dove la mancanza di quorum ha fatto sì che non si votasse sulle regole statutarie.