Politica Italia

Pd e Idv: altro che governo di larghe intese

Dalla file dell’opposizione, quelle di Pd e Idv, il governo di larghe intese berlusconiano si guadagna la bocciatura. Pd e Idv sulla proposta lanciata dal leader Udc, con Silvio Berlusconi alla guida dell’esecutivo, non si trovano proprio d’accordo.

“Ho un’obiezione da fare a questa cosa – ha detto Bersani a margine di un incontro al Center Ford American Progress di Washington -: Casini dice che Berlusconi può stare lì perchè ha vinto le elezioni. Ma Berlusconi ha anche fallito, e mi sembra che questo sia un punto insuperabile”. Bersani ha escluso aperture nei confronti della proposta avanzata da Casini sottolineando che è nell’interesse del Paese “chiudere il ciclo del berlusconismo”. “Casini conosce bene cosa pensiamo. Dobbiamo chiudere il ciclo del berlusconismo, che in sette anni non ha portato niente a questo Paese. È un ciclo che via via si chiude, siamo ad un secondo tempo e bisogna che il Paese non ne riceva ulteriori danni. Questo è il punto. Tanto per cominciare, la maggioranza prenda atto del suo fallimento, perchè mi pare che siamo lì”.

“Qualsiasi soluzione possibile per garantire un governo al paese che affronti le emergenze e aiuti il passaggio verso un bipolarismo moderno ed europeo “, ha detto il vicesegretario del Pd Dario Franceschini “Per noi non può che passare attraverso il superamento e la chiusura dell’era di Berlusconi”.

Il senatore Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama ha chiuso la partita: “Il governo che propone è solo un gran pasticcio che gli consente di tener aperti almeno due tavoli. Bisogna tornare al voto”. E il Pdl comunque resta diviso sull’iniziativa. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha affermato: “Un governo di larghe intese è l’ultima cosa al mondo che potrebbe essere spiegata ai nostri elettori: sarebbe un tradimento” . Il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi ha aggiunto: “Casini? Ben venga ma solo se si parla di allargamento del centrodestra”, ha commentato .

Mentre i finiani aprono, la Lega pone il veto. Infatti se Italo Bocchino ha detto che “bisogna trovare un modo per allargare la maggioranza all’Udc, partendo da una piattaforma programmatica e non da un problema di numeri”, il Carroccio parla di “proposta improponibile e inaccettabile. La Prima Repubblica, la politica dei salotti e le maggioranze che cambiano a tavolino, è finita da un pezzo”.

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