Pd, Matteo Renzi: “Primarie siano spalancate…Mi candido tra 15 giorni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2013 1:17 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 1:17
Pd, Matteo Renzi: "Primarie siano spalancate...Mi candido tra 15 giorni"

Matteo Renzi (Foto Ansa)

ROMA – “Le primarie devono essere spalancate, non aperte“.  Matteo Renzi avverte il Pd, riunito nell’Assemblea nazionale il 20 e 21 settembre per votare lo statuto e fissare la data del congresso e annuncia la sua candidatura tra una “quindicina di giorni”. “Non so se oggi comincia la mia corsa per la segreteria”, avvisa poi Renzi, che non si fida del Pd e teme che dagli avversari interni possano arrivare nuovi ostacoli alla sua eventuale corsa per diventare segretario del partito.

La data proposta dal segretario Guglielmo Epifani dall’Auditorium di Via della Conciliazione, dove si svolge l’Assemblea, è l’8 dicembre. “Basta che non sia Natale...”, commenta Renzi ironico. I suoi lo informano che il tavolo per le regole del congresso non è ancora chiuso: non c’è l’accordo sulle tappe delle assise, né sulla data. Neanche i suoi contatti telefonici con l’altro candidato di punta, Gianni Cuperlo, sono stati risolutivi.

Il braccio di ferro tra renziani e bersaniani prosegue a oltranza nella commissione, ma non si tratta di una questione personale, assicura Pierluigi Bersani: “Non ho nessuna animosità o razzismo nei confronti di Renzi” e il congresso sono pronto a farlo “anche domani mattina”.

“Domani parlerò”, sono le uniche parole che Renzi concede ai giornalisti ad assemblea conclusa. “Aspetto di conoscere le regole”, ripete come un mantra. Poi in tv, a Lilli Gruber ribadisce che il congresso “sarebbe stato meglio farlo subito”, perché il Pd la smetta di parlare di regole e si occupi “del Paese”.

Poi aggiunge: “Pare abbiano deciso per l’8 dicembre. Basta non sia Natale, visto che abbiamo già preso l’Immacolata”. Quella data, fa capire, sarebbe anche pronto ad accettarla. Basta che le primarie siano “non aperte, ma spalancate, senza barriere”. Sulle regole, spiegano i suoi, se non si raggiungerà un accordo in nottata, il sindaco è ancora pronto ad andare alla conta in assemblea (sebbene non abbia la certezza di avere la maggioranza), dopo aver preso la parola per dire la sua.

“Sono pronto a dare non una, ma due mani” ad Enrico Letta, dice il sindaco di Firenze, purché il governo pensi al Paese e non “alle seggiole”. Se sarà segretario, e poi candidato premier farà sì, spiega, che la voce del Pd nell’esecutivo si senta forte. Senza parlare più dei problemi di Berlusconi, che non lo convinse nemmeno nel video del 1994: “L’ultimo videomessaggio di Silvio Berlusconi non l’ho visto. Ho visto quello del gennaio del ’94, avevo 19 anni, e fu decisivo per convincermi a non votarlo…”.

Certo, ha aggiunto, quel video del ’94 “lanciava una proposta molto ricca, suggestiva. Si parlava di rivoluzione liberale ma, a chi  ha votato per 20 anni Berlusconi proprio grazie a quelle promosse, vorrei dire che quella persona ha dimostrato l’incapacità di risolvere i vostri problemi”.

Ma la partita di Renzi il 21 settembre è un’altra: “Spero che saremo tutti d’accordo” sul congresso, “perché se non le cambiamo noi le cose, temo che non le cambi nessuno. Le cose vanno cambiate, non solo le persone, ma le liturgie, le regole…”. Poi, entro “una quindicina di giorni”, annuncerà ufficialmente la sua candidatura.