Pd, Nicola Zingaretti: “Non voglio allearmi con M5s. Io li ho sconfitti 2 volte”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2018 12:38 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2018 12:38
Pd, Nicola Zingaretti: "Non voglio allearmi con M5s. Io li ho sconfitti 2 volte"

Pd, Nicola Zingaretti: “Non voglio allearmi con M5s. Io li ho sconfitti 2 volte”

AREZZO – “Non voglio allearmi con il Movimento 5 Stelle“. Lo ha detto chiaro e tondo Nicola Zingaretti, intervenendo alla giornata conclusiva del seminario di Areadem a Cortona (Arezzo). “Io i cinquestelle li ho sconfitti due volte – rivendica – figuriamoci se voglio allearmi con loro. Ma voglio parlare con chi ci ha abbandonato, voglio capire perché”, ha aggiunto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Poi precisa: “Lungi da me porre il tema del nome del partito. Io all’intervista con il Fatto Quotidiano ho detto: a soggetto politico, corrisponde un nome e io mi candido e voglio fare il segretario del Pd. Questa è la mia sfida, il resto sono caricature”.

Per il governatore del Lazio, al momento unico candidato alla segreteria Pd, per i democratici è essenziale “recuperare il confronto delle idee, basta con la denigrazione delle persone a prescindere dalle idee. Dobbiamo combattere, altro che subalternità. E’ subalterno chi nella battaglia interna usa gli stessi strumenti che critichiamo nei cinquestelle”.

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Nel suo intervento, molto applaudito, Zingaretti ha poi indicato la via: “Il Pd deve essere mallevadore di nuove alleanze, non è vero che tutto ciò che non é Pd è nemico del Pd. Alleato é una bellissima parola”.

“Sulla battaglia per le europee siamo tutti d’accordo, certo che bisogna allearsi – ha aggiunto – Il congresso del partito ha senso se dice agli italiani ‘venite a rigenerare un pensiero democratico’. Siamo convinti che si può vivere meglio in Italia, come partito dobbiamo cambiare per essere più credibili”.

Secondo il governatore del Lazio, “un nuovo riformismo con al centro il valore della persona, crescita ed equità per riconquistare il nostro popolo, produzione ricchezza e redistribuzione, un modello europeo diverso, con al centro la potenza della nuova generazione di italiani, i giovani che sono le prime vittime di questo pasticcio, a cui si nega un futuro possibile. Altro che prima gli italiani, gli italiani sono le prime vittime di Salvini”.