Pd: pensione piena a 62 anni a chi perde il lavoro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2013 13:58 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2013 13:58
Pd: pensione piena a 62 anni a chi perde il lavoro

Il senatore Giorgio Santini

ROMA – Il Pd propone pensione anticipata e piena a 62 anni a chi perde il posto di lavoro. Un’idea a cui sta lavorando Giorgio Santini che non solo è il responsabile Pd per la legge di stabilità ma che assicura: “La proposta è pienamente condivisa dal partito”.

Se dovesse passare l’idea succederebbe questo: chiunque resta disoccupato potrà accedere alla pensione a 62 anni con le vecchie regole, quelle precedenti alla riforma Fornero. Come spiega lo stesso Santini in un’intervista a Huffington Post, così la pensione andrebbe di fatto a sostituire la cassa integrazione in deroga:

“Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”

C’è un piccolo dettaglio: la cassa integrazione è per un periodo determinato e non riguarda tutti i lavoratori. La pensione è a vita e riguarda tutti. Difficile che il costo dell’operazione sia lo stesso. Lo sa lo stesso senatore Santini che però si chiede: “Bisogna riflettere su cosa convenga di più allo Stato, in questo caso non dovrebbe versare più i contributi ai lavoratori che invece è tenuto comunque a pagare erogando la cassa in deroga”.

Sempre Santini spiega che chi andrà in pensione prima, qualora passasse la sua proposta, non sarà penalizzato perché a loro non verrebbe applicato il regime Fornero:

“Si andrebbe in pensione con le vecchie regole e incassando un assegno commisurato ovviamente agli anni lavorati, ma trattandosi ancora di un’ipotesi si possono valutare varie possibilità”.

Ma perché questo trattamento? Perché per Santini considera chi perde il lavoro vicino alla pensione automaticamente un esodato: “È un numero sempre crescente di potenziali esodati e per lo Stato significa mobilitare sempre più risorse”. Che gli esodati siano invece il frutto di una riforma messa su in un determinato momento e che quindi non siano destinati ad aumentare “naturalmente” sempre che non intervenga una nuova riforma non è questione che, evidentemente, interessa al senatore Santini.