Pd contro la proposta di Prodi: “No a una Lega di sinistra”

Pubblicato il 13 Aprile 2010 10:07 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2010 10:07

Pd diviso sulla proposta di Romano Prodi di costruire un partito più federale. Più poteri ai 20 segretari regionali e meno a quello centrale, eletto non più dalle primarie ma da un’assemblea federale: questa la proposta del Professore. Ma molti, all’interno del partito, storcono il naso.

In prima fila ci sono i “veltroniani”, in particolare Beppe Fioroni che stronca il modellino federale perché, sostiene, sembra troppo una «Lega di sinistra». Poi l’ex ministro della Margherita ci va giù duro anche sul piano personale: Prodi forse «è spinto dal rimpianto e dal rancore che insieme hanno effetti devastanti». Un attacco sostenuto da un altro veltroniano doc come Giorgio Tonini che bolla la proposta prodiana come un bel «passo indietro».

Un no meno marcato viene daisegretari regionali che, seppure non bocciano il “pd federale”, non vogliono rinunciare alla primarie nazionali per eleggere il segretario nazionale. «Bersani sta già lavorando in questa direzione ma senza rivoluzioni», dice Lorenzo Basso da Genova. Giudizio soft anche di Enzo Amendola (Campania), che però dice: «Mi lascia perplesso il fatto che siano 20 persone a scegliere la guida del partito».

Anche in Puglia, Sergio Blasi mette le mani avanti: «In questa fase sarebbe più opportuno parlare meno di noi e più dei problemi reali del Paese».