Pd, convention dei ‘rottamatori’: “Non chiediamo posti, ce li prendiamo”.

Pubblicato il 7 Novembre 2010 12:13 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 17:06

“Che meraviglia, siamo più di 2500 qui. E riceviamo messaggi dall’Australia agli Stati Uniti. Cambieremo questo Paese con il sorriso sulle labbra e a testa alta”. Cosi’ il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, aveva commentato in diretta su Facebook la prima giornata della “Convention dei Rottamatori” che si è aperta venerdì 5 novembre alla Stazione Leopolda e che si è chiusa nel primo pomeriggio di domenica 7 novembre.

15.10: ”Da Firenze, patria di bellezza, ci mettiamo in gioco. Senza pretendere posti, senza rivendicare spazi, senza invocare protezioni. Senza chiedere ad altri cio’ che dobbiamo prenderci da soli”. E’ uno dei passaggi della Carta di Firenze presentata al termine della Convention dei Rottamatori organizzata alla Stazione Leopolda di Firenze dal sindaco Matteo Renzi e dal consigliere regionale lombardo Pippo Civati. ”Ci mettiamo in gioco perche’ pensiamo giusto che l’Italia recuperi il proprio ruolo nel mondo. Ci mettiamo in gioco – si legge nella Carta diffusa anche via web – perche’ non vogliamo sprecare il nostro tempo. Ci mettiamo in gioco perche’ abbiamo sogni concreti da condividere”. Da Firenze, ”laboratorio di curiosita”’ continua la Carta che ha ripreso molti degli interventi che si sono succeduti dal palco nella tre giorni, ”vogliamo provare a declinare il coraggio contro la paura, condividendo un percorso di parole e di emozioni, di progetti e di sentimenti perche’ la prossima fermata sia davvero l’Italia. Un’Italia che oggi riparte dalla Stazione Leopolda, la Prossima Italia”. Un Paese al quale gli organizzatori di ‘Prossima Fermata: Italia’ dicono anche di voler gridare che ”si puo’ credere in un’Italia piu’ bella” che risponda cosi’ ”all’Italia di questi ultimi giorni meschini, alla politica di questi cuori tristi, al degrado di una solitudine autoreferenziale”.

‘Noi – si legge ancora nella Carta -, che abbiamo imparato a conoscere la politica con tangentopoli e il debito pubblico e che oggi troviamo la classe dirigente del Paese occupata a discutere di bunga bunga e societa’ offshore. Noi che nonostante quello che abbiamo visto, fin da bambini, crediamo nel bene comune, nella cosa pubblica, nell’impegno civile”. ”Noi – prosegue -, che ci siamo riuniti a Firenze per ritrovare le parole della speranza. Noi che abbiamo voglia di incrociare i nostri sogni e non solo i nostri mouse. Noi che crediamo che questo tempo sia un tempo prezioso, bellissimo, difficile, inquietante, ma sia soprattutto il nostro tempo, l’unica occasione per provare a cambiare la realta’. Noi”. Nella Carta sono presenti alcune proposte ribadite in questi tre giorni dal palco della Leopolda: ”Ci accomuna il bisogno di cambiare questo Paese, un Paese con meta’ Parlamento, a meta’ prezzo, un Paese dalla parte dei promettenti e non dei conoscenti. Che permetta le unioni civili, come nei Paesi civili; che preferisca la banda larga al ponte sullo Stretto; che dica no al consumo di suolo, e si’ al diritto di suolo e di cittadinanza. Un Paese in cui si possa scaricare tutto, scaricare tutti; che renda il lavoro meno incerto, e il sussidio piu’ certo. Che passi dall’immobile al mobile, contro le rendite, e che riduca il debito pubblico, la nostra pesante eredita”’. ”Vogliamo rispondere al cinismo con il civismo – si ribadisce nella Carta -. Alla divisione con una visione. Alla polemica con la politica. E vogliamo farlo con la leggerezza di chi sa che il mondo non gira intorno al proprio ombelico e con la serieta’ di chi e’ capace anche di sorridere, non solo di lamentarsi”.

15.00: Si e’ conclusa alla Stazione Leopolda di Firenze, con tutto il pubblico in piedi, la convention dei rottamatori. Dopo gli interventi dei promotori dell’iniziativa, Matteo Renzi e Pippo Civati, il pubblico si e’ alzato in piedi e si e’ avvicinato al palco per abbracciare i due. Sul palco sono saliti anche Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto. Mentre in sala risuonavano le note di ‘Don’t stop music’, sullo schermo scorrevano tutte le parole che sono state discusse negli interventi che si sono succeduti nella tre giorni. Tra queste, trasparenza, legalita’, fiducia, liberta’, speranza.

14.25: ”Dall’altra parte del mare hanno il tea party, noi abbiamo bisogno di qualcosa di piu’ forte, del partito del caffe’, che dia una sveglia a questo paese immobile, deluso e stanco”. Lo ha detto il consigliere lombardo del Pd Pippo Civati, nell’intervento che ha chiuso la tre giorni dei Rottamatori organizzata da lui e dal sindaco Matteo Renzi nella stazione Leopolda di Firenze. Civati ha poi definito l’attuale ”Italia un’adolescente senile come il suo premier”; premier che, ha aggiunto, ”ha una vera e propria guida Michelin dei dittatori, da andare a trovare, forse immaginando che il nostro paese possa diventare il Berlusconistan”. Civati e’ poi tornato a parlare dell’Italia: ”noi – ha detto – vogliamo ripartire dai suoi ritardi, dalle sue indecisioni”. Ad esempio, ha detto, ”la casa e’ un problema per questa generazione, magari qualcuno ha una famiglia che gliela puo’ comprare, noi non potremo farlo con i nostri figli”. Per andare nella terza Repubblica, ”per staccare il biglietto – ha concluso Civati – non bisogna avere solo un nuovo leader, non ci vuole una legge elettorale, un governo tecnico di transizione, variabile dai tre mesi ai 602 anni. Nella prossima Repubblica si va in altro modo, con una cultura politica diversa, con un altro taglio che si da’ alle cose”.

14.20: Dalla Convention dei Rottamatori di Firenze, Pippo Civati ha lanciato l’idea dell’Assemblea costituente che ”sara’ la prima assemblea partecipata dal web e dai territori, nelle citta’, dove ci saranno le prossime stazioni di Prossima fermata Italia”. Il consigliere regionale lombardo ha chiuso l’iniziativa promossa assieme al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, alla Stazione Leopolda. ”Sara’ un modo per contribuire da parte di tutti: l’Assemblea costituente sara’ formata dalle persone che sono venute a Firenze, se vorranno partecipare diventeranno membri attivi della discussione”. ”Ho visto Grillo molto nervoso, dice che lo abbiamo copiato – ha detto ancora Civati con un sorriso -: gli spieghero’ che ci sono anche Obama, Milliband, c’e’ anche qualcun’altro che nel mondo fanno delle cose”. Civati poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha aggiunto che ”noi vogliamo che il centrosinistra vinca”, pero’ ”non vogliamo allearci con le brutte maniere che abbiamo visto troppo spesso nella politica italiana. L’ultima volta siamo andati al Governo con l’impossibilita’ di fare nulla. Vogliamo alleanze coerenti con le cose a cui teniamo” e che ”abbiamo cercato di raccontare”.

14.03: Oggi sono nati due leader? ”Assolutamente no”. Matteo Renzi e Pippo Civati respingono l’idea che dalla Convention dei Rottamatori che si e’ appena chiusa a Firenze sia emersa una nuova leadership e scherzano parlando con i giornalisti: la parola leader ”porta sfiga”. ”No, non si puo’ dire, anche perche’ la parola leader porta una sfiga bestiale…”, scherza Renzi. ”E’ una forma di autotutela”, gli fa eco, ridendo, Civati. Ma, dal palco, il sindaco di Firenze aveva sottolineato il motivo della sua decisione di correre per le primarie: ”Se restavo a fare il presidente cooptato della Provincia sarei diventato un pollo di batteria e quindi mi sono messo in gioco: ma se avessi perso sarei andato a casa”. ”E ora voglio fare il sindaco di Firenze”, ha aggiunto. Poi Renzi ha parlato di quello che e’ uno degli elementi piu’ tristi della politica, quello del ‘retropensierismo’, ”correggetemi se sbaglio, ma non e’ possibile che uno non possa esprimere liberamente un’idea senza essere tacciato di avere un interesse personale”.

13.50: ”Il Porcellum va rottamato” e ”vanno fatte primarie nei collegi in caso di elezioni”. Lo ha detto Pippo Civati appena conclusa la Convention dei Rottamatori. ”Noi non abbiamo fatto le primarie nel 2008 – ha ricordato Civati – perche’ ci hanno detto che non c’era tempo ed e’ stato un peccato; adesso lo possiamo fare con qualita’ scegliendo le competenze, facendo scegliere i nostri concittadini, i nostri elettori” e cosi’ ”il Pd puo’ pensare di vincere. Le primarie servono a vincere, fanno bene, danno sostegno ai nostri candidati, credo che nessuno nominato sia contento di essere stato nominato come parlamentare”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se Civati e Renzi si candiderebbero alle primarie, il consigliere regionale lombardo ha risposto: ”Lo escludo nettamente”. ”Abbiamo un’emergenza – aveva detto in precedenza Renzi dal palco -: gli stessi leader sono li’ da 20 anni: in un mondo normale i partiti sono fermi ma hanno regole che consentono di cambiare i leader. Da noi invece i partiti cambiano logo ma i leader restano. Ci sono segretari di circoli che, per andare in bagno, fanno le primarie: ma e’ mai possibile che nel 2008 il partito abbia fatto un casting invece di fare le primarie. Il Paese ha bisogno di coniugare politica e bellezza”.

13.48: ”Non chiediamo posti, ma senza chiederli, ce li prenderemo da soli: ci mettiamo in gioco perche’ abbiamo sogni concreti da condividere”. Lo ha detto Matteo Renzi chiudendo la tre giorni di ‘Prossima Fermata Italia’ da Firenze, dove c’e’ ”un laboratorio della curiosita’, opponiamo il coraggio alla paura”. A me, ha aggiunto, ”non conveniva aprire questo dibattito. No, non mi conveniva: in un mondo in cui tutti si azzoppano prima o poi mi chiamavano a fare qualcosa”. Ma Renzi e’ sempre piu’ convinto che non ”funzioni cosi’: il nostro tempo o ce lo prendiamo o non lo avremo”. A proposito del passato, del ”solco” di cui parla Bersani e per il quale chiede rispetto, Renzi ricorda che ”noi non siamo nati sotto un cavolo, io sono stato cooptato come presidente della Provincia”. ”Ma il solco – ha aggiunto tra gli applausi – puo’ diventare fossa: al passato dobbiamo dire grazie al futuro dobbiamo dire si’. Il futuro lo pretendiamo”.

13.18: ”Ci chiamiamo Partito democratico, e allora discutiamo”. Lo ha detto, rivolgendosi a Pier Luigi Bersani il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nel suo intervento di chiusura della convention dei Rottamatori. ”Dico a Bersani, che questo non puo’ far paura – ha aggiunto – non e’ possibile che ci chiamiamo Pd e poi tacciamo il nostro amico come un nemico”.

13.15: ”Se due mesi fa in un’intervista ho usato la parola rottamazione, per alcuni volgare, per altri fuori luogo, mai avrei pensato che per due mesi i giornali sarebbero stati pieni di questo. Se avessi pensato che il Pd avrebbe parlato per due mesi di rottamazione mi sarei sganasciato dalle risate”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, dal palco della Convention dei Rottamatori. Renzi ha spiegato che ”non vuole mettere nel compattatore delle vite umane” e poi se uno finisce ”una carriera politica ha sempre una vita davanti, dunque vivila”. ”Da noi – ha continuato – i partiti cambiano i nomi, hanno saccheggiato tutta la flora e fauna, ma non c’e’ la possibilita’ di cambiare i leader che sono li’ da piu’ di 20 anni”.

13.03: ”Non va bene la rottamazione ma neppure l’usato poco sicuro di Fini che e’ passato da Almirante a Berlusconi…”. Lo ha detto Filippo Civati parlando alla convention dei Rottamatori a Firenze. ”Sono sei mesi – aveva sottolineato poco prima Matteo Renzi – che stiamo dietro alle dichiarazioni di Bocchino, Granata e Briguglio; una discussione che non riguarda l’Italia. Se avessero detto a Tatarella, dieci anni fa, che il Paese sarebbe stato in mano a questi si sarebbe preoccupato. Non possono raccontarci che hanno cambiato idea, dopo che per 17 anni hanno votato tutte le leggi ad personam”. Ieri, ha aggiunto il sindaco strappando una risata dalla platea, ”ho detto che Fini e Berlusconi sembrano Beautiful e mi aspetto che Ridge e Thorne si offendano e si arrabbino con me”.

13.02: ”Ho fatto ogni sforzo perche’ Bersani venisse qui, gliel’ho detto in tutte le lingue”. Lo ha detto Michele Emiliano, sindaco di Bari, intervenendo alla Convention dei Rottamatori di Firenze, aggiungendo che c’e’ un ”ceto dirigente” che va ”apprezzato” anche perche’ ”ogni mattina tira su il bandone delle sedi di partito”, ma lo fa ”con la stanchezza con la quale si fa un lavoro che non appassiona piu”’.. Per Emiliano sarebbe ”stato bello se questa iniziativa e l’assemblea dei circoli si fossero fuse”, cosa che in parte e’ accaduta ”perche’, grazie all’intelligenza politica di Renzi, ai fischi di Roma avete risposto con un abbraccio”. Emiliano ha poi sottolineato la necessita’ del ”ricambio”, a partire dalla sua citta’: ”Dobbiamo decidere chi sara’ il prossimo candidato sindaco e, secondo me, la prosecuzione non e’ il partito di una persona, e su questo discuto a volte con il mio amico Vendola, e bisogna depositare queste cose buone”. ”L’aria che si respira qui spiega tutto – ha aggiunto – . Continuate a fare attenzione ai Sud del mondo e anche al Sud dell’Italia perche’ non sempre ci sono cose di cui vi dovete vergognare”.

12.49: ”Negli Stati Uniti la destra ha un giovane ispanico, Marco Rubio, che sta cercando di cambiare il suo partito. Quella italiana ha Rudy, e finche’ sara’ cosi’ l’Italia non andra’ da nessuna parte”. Lo ha detto Matteo Renzi nel suo intervento conclusivo alla kermesse dei Rottamatori.

12.32: ”Si sono registrate 6.800 persone”. Lo ha annunciato dal palco di Prossima Fermata Italia il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sottolineando che la partecipazione ai tre giorni della Convention dei Rottamatori e’ stata ”un successo” ma anche che ”i volontari sono fatti un ‘mazzo’; per questo li ringraziamo tutti”. L’iniziativa fiorentina che si chiude oggi e’ stata organizzata da Renzi e insieme al consigliere regionale lombardo Pippo Civati.

11.33: ”C’e’ un’esigenza nazionale di rinnovamento, l’eta’ non e’ un titolo di merito ne’ per restare ne’ per andarsene. Non mi piace la parola rottamare preferisco contaminare”. Lo ha detto Debora Serracchiani, europarlamentare del Pd, parlando dal palco della Convention dei Rottamatori a Firenze e scegliendo per il suo intervento la parola ‘Europa’. ”Vogliamo usare anche la parola futuro – ha aggiunto – perche’ c’e’ bisogno, nel Pd, di chi ha un passato ma anche di chi non ce l’ha. Siamo l’unico Paese in Europa ad aver tagliato la spesa per ricerca e formazione. Mancano i soldi? Tassiamo le rendite finanziarie”. ”Questa e’ una iniziativa coraggiosa – ha detto poi parlando con i giornalisti -: non mi piacciono le polemiche e penso che un partito cosi’ grande abbia bisogno di dialogare. Credo che il Pd abbia parlato a Roma e a Firenze: un confronto di idee puo’ essere aspro, mai scontro. Credo che sia arrivato il momento storico in cui prendersi gli spazi che altri spontaneamente non vogliono dare”.

11.17: ”Ho mandato ieri sera un sms accorato a Bersani, chiedendogli di venire a Firenze”. Lo ha detto Ivan Scalfarotto, vice presidente dell’assemblea del Pd, parlando con i giornalisti dopo il suo applauditissimo intervento dal palco della Convention dei Rottamatori in corso alla Stazione Leopolda. Ai giornalisti, che poi gli hanno chiesto se il segretario del Pd ha risposto al suo messaggio, Scalfarotto ha detto con un sorriso: ”No”. ”Qui c’e’ il rinnovamento che non fa a cazzotti con l’organizzazione, con il partito… ” Lo ha detto il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto alla Convention dei Rottamatori a Firenze. ”Non so se sia un errore – ha aggiunto rispondendo ancora ai giornalisti sull’assenza del segretario Pier Luigi Bersani -, credo che sia un’occasione persa. Bisogna coniugare modernita’ e organizzazione e noi possiamo farlo. Berlusconi e’ vecchio, ha 74 anni, e’ un ciclo che si deve chiudere”. Un intervento molto applaudito quello fatto dal palco dal vicepresidente del Pd che ha ricordato che il partito ”puo’ vincere se tiene insieme entrambe le cose, l’innovazione e l’organizzazione, non se le contrappone. E’ un delitto non farlo, un’occasione persa. Non credo che la ricetta per vincere sia fare un’alleanza con l’Udc”. Scalfarotto, dopo passaggio sul tema delle donne ”che in questo paese non contano nulla e non sono una cosa da usare”, si e’ soffermato sulla parita’ dei diritti: ”Io amo teneramente il mio compagno cosi’ come voi amate teneramente le vostre donne”.

10.50: Sette chilometri in quaranta minuti nel verde del parco delle Cascine, in compagnia di nove ‘ardimentosi’ rottamatori joggers e della moglie Agnese. Puntuale, alle sette spaccate, il sindaco di Firenze Matteo Renzi si e’ presentato di fronte alla Stazione Leopolda, dove oggi si concludera’ la convention organizzata insieme a Pippo Civati, in scarpe da ginnastica, calzamaglia azzurra e casacca rossa della Firenze Marathon: ad aspettarlo, un gruppo di partecipanti all’evento fiorentino che hanno accolto l’invito, da lui lanciato nei giorni scorsi, ad unirsi alla sua corsa mattutina domenicale, e qualche cronista. Passo sostenuto e fiato allenato, Renzi ha guidato i joggers nel parco, discutendo di politica e rispondendo alle domande. ”Siete di Verona? Com’e’ Tosi?” si e’ informato con due giovani veneti che correvano al suo fianco. Poi, di tanto in tanto: ”Agni, ce la fai?” chiedeva alla moglie, rallentando il passo per tornare ”nelle retrovie” del gruppo. Allungo finale, al termine del giro, quindi un occhio al cronometro ”7 chilometri in quaranta minuti”, dice il sindaco. Poi a casa per una doccia prima del rush finale della convention.