Pd, lotta tra correnti: Renzi-D’Alema e Bersani si sfidano sulle regole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 13:16 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 13:16

Pd, lotta tra correnti: Renzi-D'Alema e Bersani si sfidano sulle regoleROMA – L’asse tra dalemiani e renziani è alla prima prova nel tentativo di sostenere insieme la candidatura del sindaco di Firenze alla segreteria del Pd. Le due correnti vogliono respingere l’uomo di Pier Luigi Bersani alla guida della commissione per il congresso. Quell’uomo è Davide Zoggia, responsabile organizzazione del Pd. Per farlo hanno individuato un nome alternativo: il giovane turco Roberto Gualtieri. Eurodeputato, professore universitario, vicino all’area creata da Matteo Orfini e Andrea Orlando, Gualtieri però è molto legato a Massimo D’Alema. I renziani sarebbero pronti a votarlo, come garanzia per le regole e per la data del congresso, le due discriminanti che Renzi attende per decidere se buttarsi nella mischia.

Ma, come spiega Repubblica, nella lite tra i due schieramenti più agguerriti potrebbe però spuntare un terzo nome. È la proposta, ad esempio, di Roberto Morassut, deputato ed ex assessore della giunta Veltroni.

Il Corriere della Sera scrive:

C’è una strada stretta ma percorribile. Tra la voglia delle truppe bersaniane di separare le cariche di segretario del Pd e di candidato alla premiership e la volontà dei renziani di mantenere l’equivalenza, c’è una terza via. Che è quella di licenziare una modifica allo statuto del partito che consenta una doppia interpretazione. Come dire, il prossimo leader democratico potrà essere il candidato premier, come vuole il sindaco di Firenze. Ma anche non esserlo, come chiede adesso Bersani.

E il segretario Guglielmo Epifani come si comporta? Ce lo spiega Gofferdo Marchis per Repubblica:

Guglielmo Epifani ha delegato alla commissione il compito di dare un assetto alle assise. Ma il segretario sarà coinvolto nella decisione finale. È già successo nella prima riunione della nuova segreteria e succederà ancora perché in questo caso le regole sono decisive per la candidatura Renzi, per la sorte del governo (con la separazione dei ruoli tra segretario e candidato premier), per la tenuta complessiva del Pd e per la struttura stessa del partito. La battaglia sul peso degli iscritti e dei cittadini nella scelta finale, disegnerà anche il futuro profilo del Pd. Le primarie sono ormai uno strumento irrinunciabile, ma si confrontano l’ipotesi di aprirle a tutti e quella di tenerle riservate agli iscritti. Per dare loro un ruolo che finora non hanno mai avuto. E sul dibattito incombe la polemica sul correntismo. Che Pippo Civati e Renzi pensano di poter evitare solo con una consultazione davvero libera, senza paletti, senza condizionamenti: una testa un voto.