Pd: Zingaretti vuole Valentina Cuppi, sindaco di Marzabotto, alla presidenza del partito

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 13:42 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 13:47
Pd: Zingaretti vuole Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, alla presidenza del partito

Valentina Cuppi (nella foto Ansa), sindaca di Marzabotto, proposta per la presidenza del partito

ROMA – Valentina Cuppi, giovane mamma di 36 anni e sindaca di Marzabotto, potrebbe essere la nuova presidente del Partito democratico. Lo ha annunciato il segretario Nicola Zingaretti che proporrà il suo nome all’assemblea nazionale del partito che si terrà sabato. Per la prima volta tre donne saranno alla guida del Pd: ad affiancare Valentina Cuppi, se eletta, dovrebbero essere le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani.

Una scelta che Zingaretti motiva con l’obiettivo di rappresentare “al meglio il percorso di apertura che stiamo costruendo” e di “un coinvolgimento maggiore degli amministratori democratici nella vita del partito”

Valentina Cuppi vanta una lunga carriera da amministratrice nel Comune di Marzabotto, dove è stata eletta sindaca nello scorso maggio con il 71% dei voti, alla guida di una coalizione di centrosinistra. Nel 2013 è stata candidata alla Camera per le liste di Sel. Negli anni precedenti era stata assessore, occupandosi, in particolare, di temi legati alla pace e alla memoria della strage nazifascista avvenuta nel suo paese.

E’ sposata con un figlio e di lavoro fa l’insegnante di Storia e Filosofia. “Credo tanto nell’amministrare partecipato, nel dialogo costante con la popolazione; progettare e fare insieme sono sempre stati il motore e il metodo di lavoro che mi sono data”, si legge sul profilo Fb da candidata sindaca.

“Una bella notizia, un bel segnale”, commenta il Movimento delle Sardine che reputa Valentina Cuppi “una nostra amica”. “Simbolo del buongoverno che ascolta i cittadini, del rinnovamento, del nuovo e della speranza”.

Ad affiancarla, se la sua elezione sarà confermata, ci saranno altre due donne: le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani. Rappresentanza femminile dunque, ma anche “figure nuove, parlamentari, dei territori, sindaci e amministratori”. 

Nella segreteria unitaria entra quindi Base riformista con Emanuele Fiano (Esteri), Carmelo Miceli (Sicurezza), Caterina Bini (Enti Locali). Partecipano al progetto “con convinzione: responsabilità e unità, due pilastri fondanti per il futuro del nostro partito”, commentano Alessandro Alfieri e Andrea Romano, rispettivamente coordinatore nazionale e portavoce dell’area politica guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti. Rappresentata anche la corrente che fa capo a Maurizio Martina con Brenda Barnini (Welfare) e Stefano Lepri (Terzo Settore). Non ci sono gli orfiniani, che fanno però sapere di aver chiesto di restare fuori.

Viene invece letto come un messaggio (che un deputato Pd definisce “uno schiaffo”) a Matteo Renzi la scelta di aprire agli ex renziani, incluso il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che insieme ad altri fa parte del “nuovo Esecutivo”: un organismo che già si riuniva informalmente ma che ora viene istituzionalizzato.

Fonti: Ansa, Agi