Veltroni lancia le primarie “obbligatorie”: “Dimezzare i rimborsi a chi non le fa”

Pubblicato il 15 Aprile 2011 0:36 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2011 0:37

Walter Veltroni (foto LaPresse)

ROMA – Walter Veltroni rilancia sulle primarie la propria sfida, non solo dentro il Pd, ma anche agli altri partiti. Assieme ad altri 49 parlamentari Democratici ha presentato una proposta di legge che prevede che i partiti scelgano attraverso i gazebo il candidato premier, e che perdano la metà dei rimborsi elettorali se non ricorrono ad esse.

La proposta di Veltroni si affianca ad altre che riguardano l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, e sulle quali è già iniziata la discussione alla Camera, in commissione Affari costituzionali. Tutte le proposte (Maurizio Turco, Pierluigi Castagnetti, Pino Pisicchio, Carmelo Briguglio e Ugo Sposetti) hanno in comune il fatto che impongano ai partiti di avere uno statuto che garantisca la democrazia interna, pena la perdita dei sussidi pubblici. Il testo di Veltroni, messo a punto dai parlamentari del Pd Salvatore Vassallo e Stefano Ceccanti, aggiunge un elemento: la scelta attraverso primarie del candidato premier e alle altre cariche monocratiche (sindaco, presidente di provincia e di regione).

I partiti che non svolgono le primarie riceveranno la metà dei rimborsi elettorali spettanti. Veltroni ha ricordato che questa proposta di legge era ”nel programma del Pd alle elezioni del 2008”, quando i Democratici raggiunsero il loro massimo di consensi con il 33,4%. E l’ex segretario ha rilanciato la sua visione di un partito in osmosi con la societa’: ”Sbaglia chi pensa – ha detto – che più un partito è aperto e più è debole; al contrario, lo è quanto più è chiuso. La politica ha bisogno di partecipazione, anche di persone non del tutto organiche, se non vogliamo che i partiti finiscano sequestrati da correnti”.

L’iniziativa arriva proprio nel giorno in cui esce il libro intervista di Pier Luigi Bersani, in cui si dice che le primarie ”sono uno strumento ma non un totem”. Dopo le amministrative il Pd inizierà un confronto interno proprio sulla riforma delle primarie, in vista di una Conferenza sul partito in autunno. E se nelle scorse settimane Massimo D’Alema ha detto che esse vanno ristrette ai soli iscritti, Veltroni, con le adesioni alla sua proposta, appronta uno schieramento a difesa delle primarie aperte.

Il suo testo infatti è stato sottoscritto non solo dai veltroniani e dai Modem (Beppe Fioroni, Paolo Gentiloni, ecc) ma anche da esponenti di altre aree del partito, come quelli vicini a Ignazio Marino, Dario Franceschini (tra essi Pierluigi Castagnetti e Antonello Soro), a Rosy Bindi e al vicesegretario Letta. E ci sono anche alcuni bersaniani (Matteo Colaninno e Nico Oliverio). Ma Veltroni porta la sfida anche agli altri partiti e in particolare al Pdl. Innanzi tutto c’è  l’invito a firmare la proposta rivolto anche ”a parlamentari di altri partiti”. E poi c’è  il riferimento al Pdl. Veltroni si è detto scettico sul passo indietro di Berlusconi a favore di Angelino Alfano, ma certo le primarie, ha osservato, ”eviterebbero forme di delfinato”, cioè di designazione da parte del Capo; di qui l’invito alla destra di ricorrere anch’essa ai gazebo.

”Devono cominciare a pensarci anche nel Pdl” sottolinea l’altro estensore della proposta, Salvatore Vassallo. Insomma chi nel centrodestra vuole evitare lo scenario della designazione dall’alto, avvertono i democrat, sa cosa fare quando si votera’ una legge sui partiti alla Camera.