Il piano Pdl per sopravvivere: azzerare tutte le cariche. Come l’Udc?

Pubblicato il 5 ottobre 2012 8:19 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 8:20

ROMA – Una riorganizzazione che porterà all’azzeramento degli organismi dirigenti, perché non basterebbe cambiare solo nome e simbolo, e perché nelle condizioni in cui versa il Pdl, per dirlo con le parole di Angelino Alfano,  “nessuno può pensare di far resistenza, c’è da ricostruire”. Un po’ come quello che ha già fatto l’Udc? Nel partito ci pensano, e allora ecco che “Reset” è lo slogan attorno a cui Alfano, nei giorni bui seguiti allo scandalo laziale, ha costruito una proposta, presentata a Silvio Berlusconi, che l’ha fatta propria. Un progetto in dieci punti che si compirà con la convention da indire tra due mesi.

I sondaggi d’altronde illustrano con chiarezza la situazione in cui versa il Pdl. Una forbice tra il 15% e il 19% dei consensi. A destare maggior preoccupazione è il progressivo declino degli elettori, che in meno di un mese si è ridotto di tre punti, toccando il minimo storico del 21%.

Scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera:

Gli scandali incidono, non c’è dubbio, ma è l’inazione che sta portando alla consunzione. Le analisi demoscopiche raccontano come l’elettorato di centrodestra auspichi che Berlusconi non si tiri indietro, ma promuova contemporaneamente un processo di rinnovamento. Il fatto che Alfano sia davanti al Cavaliere nei sondaggi lo testimonia. Non è facile passar la mano tenendo la mano, ma è lì lo snodo. Anche perché nell’altra metà campo è in atto un movimentismo che secondo i dirigenti del Pdl sta giovando ai Democratici. È vero che con le primarie rischiano di farsi male, ma l’azione di Bersani sulla sinistra e quella di Renzi sull’area di centro stanno ampliando lo spettro dei consensi potenziali, superiori oggi al 35%.

Non è quindi un caso se l’Assemblea straordinaria sarà convocata per il 2 dicembre: è la data in cui il centrosinistra dovrebbe tenere il ballottaggio delle primarie. Quella domenica la convention consentirà al Pdl di non dover essere spettatore silenzioso di una partita giocata da altri. Sarà insomma un modo per tener botta al Pd. Il primo passo verso la sfida elettorale, da affrontare sul programma. Da tempo si coltiva l’idea di una Conferenza sull’economia, dove illustrare in modo organico il pacchetto di proposte già presentate in Parlamento (dal progetto per la riduzione del debito, alla compensazione tra crediti e debiti, all’Iva di cassa), e dove annunciare altre misure in materia fiscale che mirino alla riduzione delle tasse.

 

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