Club della Libertà: “Cacciare Fini e i finiani si può, lo dice lo statuto del Pdl”

Pubblicato il 27 luglio 2010 14:35 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 17:50
fini berlusconi

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, sempre più distanti

I Club della Libertà spalancano la porta d’uscita ai finiani. Sul sito dell’associazione vicina al Pdl si legge: ”Cacciare chi logora e deturpa quotidianamente il Pdl, si può. E questo grazie allo Statuto del Pdl, che ha discrete fondamenta del rispetto”. A scriverlo,  in un articolo è Caterina Carosi che spiega:  ”L’arma democratica si sta per torcere contro chi fa di una minoranza interna al Pdl un vero e proprio strumento di opposizione. Secondo il titolo V art. 41 dello statuto del Popolo della Libertà, qualsiasi aderente e associato al partito pu chiedere al collegio dei Probiviri (composto da 9 membri) un intervento disciplinare nei confronti dei componenti del Consiglio Nazionale, organismo composto da tutti i parlamentari nazionali ed europei eletti nelle fila del Pdl. Se la maggioranza relativa del Collegio decide di prendere provvedimenti, le misure disciplinari saranno la sospensione o l’espulsione, quest’ultima giustificata solo per atti d’indegnità morale e politica”.

”La domanda – prosegue l’articolo -è’: quante volte in questi mesi si sono dimostrati fastidiosamente indegni alcuni esponenti finiani verso il loro stesso partito? Un pochino? Spesso? Tanto? Obiettivamente un numero inquantificabile di volte! Ma ora, finalmente, potrebbe essere arrivato il momento anche per loro di venire giudicati e non solo di giudicare. Se arrivasse una legittima richiesta di provvedimento disciplinare per il comportamento della minoranza interna, questi avrebbero poco da stare tranquilli, anche in virtù del profilo poco finiano dei componenti del Collegio. Inutile continuare ad arrogarsi uno stato di inamovibilità inesistente si legge in conclusione. È la parabola di chi trasforma la democrazia in un boomerang, prima o poi ritorna indietro e i tempi sembrano maturi”.