Pdl alle elezioni: senza simbolo, senza B. e liste civiche “squagliate”

Pubblicato il 20 Febbraio 2012 11:06 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2012 18:22

ROMA – La corsa alle amministrative nel Nord Italia è un gioco rischioso per il centrodestra. E forse anche la fine di un’epoca. Il Pdl corre senza simbolo, senza Berlusconi e con liste civiche “squagliate”. Recuperare l’alleanza con la Lega prima delle elezioni di maggio è ormai un miraggio. In Piemonte si vota ad Alessandria, Asti e Cuneo; in Liguria a Genova e La Spezia; in Veneto a Verona e Belluno; in Lombardia a Como, Crema e Monza, ma anche in città di media grandezza fondamentali per la Lega Nord come Cantù, Lissone e Legnano; in Emilia Romagna a Parma e Piacenza.

La situazione più delicata è senz’altro in Piemonte, perché si vota in roccaforti del centrodestra e in una regione guidata dal leghista Cota. Ad Alessandria il sindaco Pdl Piercarlo Fabbio vorrebbe ricandidarsi ma è alle prese con l’avviso di fallimento del comune avanzato dalla Corte dei Conti e il rinvio a giudizio per falso in bilancio, truffa e abuso d’ufficio. I contrasti con la Lega sembrano insanaili.

Ad Asti la situazione è pressappoco la medesima: Il sindaco uscente Giorgio Galvagno del Pdl si trova a dover fare i conti con un centrodestra spaccato.In città già compaiono i primi manifesti con il volto dell’assessore leghista Pierfranco Verrua. A Cuneo dove la partita sarebbe più facile, perché il centrosinistra dopo 10 anni di governo rischia la spaccatura, il centrodestra è anch’esso a pezzi. La lega ha già scelto di candidare l’assessore regionale Claudio Sacchetto. Il Pdl sta invece dialogando con l’Udc, per una nuova coalizione senza simboli.

In Lombardia gli scontri più cruenti saranno a Como e Monza. Nella prima il Carroccio dovrebbe schierare l’ex presidente della provincia Armando Selva. Il Pdl, indebolito dall’uscita di alcuni consiglieri confluiti nella lista civica insieme al Terzo Polo, sta preparando le primarie. Così in Brianza: la Lega può contare sul sindaco uscente Mariani, il Pdl gli oppone il presidente della provincia Dario Allevi. Infine il Veneto: a Verona al primo turno ognuno farà da sè. Il pronostico è che l’eretico Tosi non romperà con Bossi, ricevendo in cambio l’ok per la sua lista personale.

In tutto ciò il Cavaliere ci toglie la faccia: non sarà presente alle amministrative, niente comizi e niente campagna elettorale. Angelino Alfano dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità di una sconfitta annunciata. Nel Pdl si fa sempre più diffusa l’idea di interpretare le elezioni in chiave civica, facendo pure sparire il simbolo del Pdl, per mascherare il calo dei consensi. Ma pensare di correre anche in una delle roccaforti del berlusconismo come Palermo senza il simbolo, ha dell’incredibile. Qui Alfano sta pensando di appoggiare il giovane Costa, scelto dal Terzo Polo, per non restare isolato. Non sono pochi poi quelli che, dalle file del Pdl, salirebbero volentieri a bordo di un ipotetico “Nuovo Partito” di moderati.