Quanti con Fini? Scommessa: Urso vince. Bonaiuti: “Non ti pago”

Pubblicato il 2 agosto 2010 16:04 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2010 16:32
urso

Adolfo Urso

E’ un giorno imprecisato della scorsa settimana. La rottura all’interno del Pdl si è già compiuta o si sta per compiere e i finiani si preparano a costituire dei gruppi autonomi in Parlamento sotto il nome di “Futuro e Libertà”. Il sottosegretario finiano Adolfo Urso si intrattiene a parlare con i “berlusconissimi” Paolo Bonaiuti e Maurizio Lupi. L’argomento è ovviamente quanti deputati i finiani riusciranno a portare tra le proprie fila. Mentre parlano, i tre decidono di fare una scommessa: Urso è certo che il gruppo alla Camera di “Futuro e Libertà”, conterà circa trentaquattro/trentacinque deputati. Gli altri due, invece, sostengono che Fini non riuscirà a racimolarne più di dodici. Il pegno della scommessa: una cena pagata.

Oggi i giochi sono fatti, i gruppi dei finiani costituiti, e il sottosegretario Urso chiede che il pegno venga pagato. Racconta l’accaduto: ” Loro mi dissero che altri avevano detto a Berlusconi che mai avremmo superato la soglia dei dodici. Io indicai il numero di trentaquattro/trentacinque”. E dunque reclama la cena. Ma Bonaiuti sembra fare orecchie da mercante e di fronte alla richiesta dell’ex collega di partito si tira indietro.

“Il Vice Ministro Urso – dice Bonaiuti – ha la memoria un po’ corta e gliel’ho rinfrescata poco fa al telefono. La scommessa sul numero dei deputati di Fini l’ha fatta con altri, non con me. Io ho semplicemente ascoltato e non ho scommesso”.

Si viene quindi a creare un mini-giallo intorno a questa cena che nessuno vuole pagare. Urso, letta la dichiarazione di Bonaiuti, replica e tenta di abbassare i soni per tentare, almeno su questo tema, di non provocare ulteriori motivi di contrasti tra finiani e berluscones. “Anche Bonaiuti conferma che la scommessa c’è stata e l’esito è a tutti evidente  -dice Urso – Spero che Paolo e Maurizio Lupi non mi privino del piacere di una serata amichevole insieme, chiunque la paghi”.