Pdl, Frattini: “Nuovo nome nel 2013 per i moderati”

Pubblicato il 8 Marzo 2012 14:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2012 15:25

ROMA – ''C'e' incertezza. Gli elettori che nei sondaggi dicono di non sapere per chi votare sono in gran parte nostri, del Pdl. Non andranno mai a sinistra, ma non capiscono chi siamo noi'' dice ancora Frattini, uno dei primi tra i ministri berlusconiani ad appoggiare Monti.

''Una scelta giusta che va ribadita di fronte a chi dice che stiamo perdendo i nostri elettori. Li recupereremo – sostiene – se Angelino Alfano manterra' gli impegni: la Costituente popolare, il partito degli onesti. Prima del 2013 devono esserci scelte forti e coraggiose. Su questo saremo giudicati''.

Il Pdl, nel 2013 ''avra' un nome diverso. E dovra' essere la casa di tutti i moderati''. Lo dice Franco Frattini che, intervistato da l'Espresso sul futuro del Pdl, parla anche della possibile convergenza con l'Udc. ''Alfano e Casini hanno aperto un ragionamento serio. Ma non possiamo smontare il Pdl senza sapere cosa verra' dopo. Se Casini continua con le tattiche per primo impedisce che si realizzi il progetto'' dice.

E a proposito dei dubbi in proposito degli ex An afferma: ''E' una linea che era e resta minoritaria. Nel Pdl si discute. C'e' una maggioranza che decide e una minoranza che segue. Ho notato con soddisfazione che i colleghi che mi avevano messo all'indice come eretico, La Russa, Sacconi, Santanche', ora si sono convertiti ad appoggiare Monti''.

Monti candidato premier della Grande Coalizione, come ha detto Berlusconi e propone Ferrara? ''E' un'idea accattivante. Ma dirlo ora sarebbe dannoso per Monti. Non sarebbe piu' il tecnico di transizione ma il politico che lavora per il suo futuro. E sarebbe piu' difficile fare la riforma del mercato del lavoro o le opere per la Tav.

Quanto invece alle difficolta' che il Pdl sta incontrando per trovare il candidato per una citta' come Palermo dice: ''Non possiamo rinunciare a una linea giusta per paura di perdere le amministrative. Dobbiamo utilizzarle per fare qualche esperimento: liste piu' aperte alla societa' civile, liste civiche da affiancare a quelle del Pdl. Nelle citta' abbiamo una classe politica non all'altezza di quella nazionale: cooptazioni, rendite di posizione, congressi falsamente unitari che ci hanno indebolito. Oggi – ricorda – la ricetta e' cambiata: congressi competitivi e primarie aperte''.