I fantasmi del Pdl in 29 righe consigliano: “Berlusconi lascia”

Pubblicato il 27 ottobre 2011 20:54 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 20:58

ROMA – Quindici “fantasmi” del Pdl danno un consiglio a Berlusconi: “Lascia”. Sono “dissidenti” del partito, ma non si rivelano: infatti hanno scritto una lettera anonima al premier per chiedere di fare “un passo indietro”. Eppure quella lettera ha una valenza politica. E’ il presidente del partito, Angelino Alfano, a sottolinearlo (anche se dice di non conoscere i mittenti).

La lettera (29 righe in tutto) è un “messaggio politico” perché spiega a Berlusconi perché dovrebbe farsi da parte. Non la rivendicano i tradizionali “malpancisti”: Beppe Pisanu dice non solo di non averla pensata, ma nemmeno sottoscritta. Il nome di Scajola viene invece escluso da Alfano.

I contenuti possono essere sintetizzati in tre punti:

1) con questa maggioranza non ci sono speranze di attuare le riforme. Quelle riforme promesse all’Unione Europea e che saranno fondamentali se si vuole contare sull’appoggio degli alleati europei.

Per non finire “su un binario morto” – scrivono – è tempo di “rilanciare l’azione politica, allargare la maggioranza parlamentare alle forze che tradizionalmente hanno fatto parte della nostra coalizione e dare una svolta all’azione di Governo”.

Ma soprattutto: “l’esiguitaàdei numeri, in particolare alla Camera, non consente a questo Governo di poter affrontare neanche l’ordinario svolgimento dei lavori parlamentari, e tanto meno quindi, di dare quelle risposte, anche molto impegnative sul piano del consenso sociale, che la drammatica situazione economico finanziaria richiede”.

2) con questa maggioranza si perdono le elezioni. E’ evidente, secondo i dissidenti, che una maggioranza senza l’Udc non potrebbe reggere il confronto delle urne con l’opposizione.

La coalizione di maggioranza – si legge ancora – “non ha alcuna realistica possibilità di vittoria nei prossimi appuntamenti elettorali”.

3) il terzo punto sembra più che altro un ammonimento. Come a dire: “Fino a oggi abbiamo garantito la fiducia, domani chissà”.

Ecco come lo scrivono: “la lealtà, il senso di disciplina e responsabilità che abbiamo finora dimostrato, sostenendo l’iniziative del Governo anche quando i provvedimenti non erano in sintonia con i nostri principi e i nostri programmi, non potrà da oggi essere più garantita in assenza di una forte discontinuità politica e di Governo”.

Insomma, nessuno ha ancora rivendicato la lettera, ma arrivano le prime sottoscrizioni. Luciano Sardelli (ex responsabile ora nel Gruppo Misto) ha detto:  ”Apprezzo e condivido totalmente questo documento che riprende la nostra volontà di dare un seguito alle preoccupazioni che ci sono nel Pdl di creare le condizioni per risolvere i nodi posti dalla crisi economica portando a termine la legislatura”. Sardelli, per inciso, non ha votato la fiducia il 14 ottobre.