Fini va alla “conta”: martedì riunione dei “suoi” parlamentari, aderiscono in 50

Pubblicato il 16 Aprile 2010 15:12 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2010 16:40

Gianfranco Fini

È presto per parlare di scissione, ed è prestissimo per parlare di elezioni anticipate ma il presidente della Camera Gianfranco Fini  si è  già messo in movimento.

Martedì 20 aprile , in mattinata in vista della direzione del Pdl, Gianfranco Fini, a quanto riferiscono fonti di maggioranza, riunirà i ‘suoi’ alla Camera.

Sempre secondo quanto riferiscono le stesse fonti alla riunione avrebbero già aderito circa una cinquantina di parlamentari.

Gianfranco Fini, intanto,  ha passato tutta la mattinata di venerdì 16 aprile nel suo studio alla Camera vedendo e sentendo parecchi dei ‘suoi’. Chi ha potuto parlargli spiega che la linea non è troppo diversa da quella del giorno della rottura con Berlusconi, ma è chiaro, che se ci fossero delle risposte, più ascolto e confronto, non si andrebbe alla rottura.

In caso contrario la linea resta quella dei gruppi autonomi. Ma proprio per capire come e se i ‘nodi’ messi sul piatto  dal presidente della Camera nel pranzo con Berlusconi, verranno affrontati, si attende l’esito dell’ufficio di presidenza convocato da Berlusconi per venerdì pomeriggio. Fini punta però anche molto sulla direzione della prossima settimana alla quale parteciperà per la prima volta e nella quale auspica che “possa articolarsi una risposta positiva anche nel merito delle questioni sul tappeto, a cominciare dal rapporto tra il Pdl e la Lega”.

In vista di quella riunione il presidente della Camera tornerà a incontrare i ‘suoi’ in un incontro che dovrebbe tenersi martedì prossimo alla sala Tatarella. E c’é chi tra i finiani spiega che una delle ipotesi sul tavolo è quella di predisporre un ordine del giorno in vista della direzione. Nel frattempo i ‘pontieri’ sono comunque al lavoro. Tra i mediatori in campo anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha visto Fini e sentito al telefono il presidente del Consiglio.”Non ci sono ragioni vere per una scissione” ha detto il primo cittadino di Roma. “Stiamo lavorando a una ricucitura”, conferma il deputato del Pdl Fabio Rampelli.