I malumori nel Pdl e le mire di Scajola: spodestare La Russa e rompere il “triumvirato” dei coordinatori

Pubblicato il 1 Aprile 2011 11:41 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2011 12:10

Claudio Scajola

ROMA – C’è voluto un “vaffa” per fare aumentare la temperatura nel pentolone Pdl. Il “vaffa” ha il copyright del ministro della Difesa Ignazio La Russa e gli ingredienti a bollire sono rispettivamente l’ala ex Forza Italia e quella ex An.

A trainare la “rivolta” degli antichi fedelissimi del premier Silvio Berlusconi c’è Claudio Scajola, ex ministro uscito di scena per lo scandalo della casa al Colosseo. Il nodo è spodestare il coordinatore La Russa, “il fascista” come lo chiamano alcuni, così magari fare cadere anche l’altro coordinatore del cosiddetto “triumvirato” con Bondi, Denis Verdini.

Scajola punta al posto di coordinatore, vuole riprendersi la guida della macchina del partito, smettere di avere a che fare con gli ex An sempre più agguerriti.

Tra i sempre vicini a Berlusconi che chi ha paura che alle prossime elezioni la sua candidatura venga rimpiazzata con quella di qualche «responsabile» da tenersi buono. Eppure Denis Verdini nega tutto e smentisce secco «anzi ci sarà gloria per tutti».

Intanto si affolla un fronte che va dal siciliano Gianfranco Micciché a Scajola e arriva fino agli uomini di Roberto Formigoni: quindi Sicilia, Liguria e Lombardia e poi si aggiungerebbero anche i ministri Alfano e Frattini, Sacconi e Brunetta, Romani e la Gelmini. Sono tutti fedelissimi di Berlusconi già prima del Pdl e d’altronde Scajola aveva avvisato qualche tempo fa: “Il partito è abbandonato”.