Pdl, Cicchitto: “Così disertiamo il Consiglio Nazionale”. Alfaniani con un piede fuori

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 12 Novembre 2013 11:02 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2013 11:02
Pdl, Cicchitto: "Così disertiamo il Consiglio Nazionale". Alfaniani con un piede fuori

Pdl, Cicchitto: “Così disertiamo il Consiglio Nazionale”. Alfaniani con un piede fuori

ROMA – Pdl, Cicchitto: “Così disertiamo il Consiglio Nazionale”. Alfaniani con un piede fuori. L’ingiunzione di Berlusconi a non collaborare con il Pd, la minaccia esplicita del riferimento a Fini (“farete la sua fine”) mettono con le spalle al muro i governisti fedeli ad Alfano, tanto da costringerli a disertare il cruciale appuntamento del 16 novembre, il Consiglio Nazionale della resa dei conti, in  senso letterale, perché è in quella sede che il Pdl misurerà gli effettivi rapporti di forza fra i contendenti. Fabrizio Cicchitto, uomo di punta della fronda alfaniana convinta che all’eventuale decadenza di Berlusconi da senatore non debbano corrispondere uscita dal Governo e sfiducia a Letta, accelera i tempi di una scissione che allo stato dell’arte attuale appare inevitabile.

Nelle ultime ore c’è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno. Aggiungo anche che non è chiaro l’ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento. Non si tratta di scippo (sull’accusa dei falchi alle colombe di voler scippare il partito a Berlusconi, ndr.) – si tratta del fatto che c’è una parte del partito che si riconosce nelle posizioni del segretario Angelino Alfano. In ogni caso è assolutamente sbagliato fare quest’accelerazione ai danni del governo. Se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito. Ma se poi non si va al voto le cose non sono meno gravi: da un governo amico si passerebbe ad un governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe. E allora mi chiedo: che senso ha questa accelerazione? Penso che non ci sia nessun motivo per cui si debba bollare alcuni esponenti del partito come traditori. La storia di Gianfranco Fini non c’entra proprio niente con quanto sta accadendo. (Fabrizio Cicchitto, intervista a Il Mattino)