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Pdl sulle intercettazioni fa un passo indietro? Idv annuncia battaglia e Fini…

I cosiddetti ‘reati spia’, a eccezione dell’usura, potranno essere intercettati perché per loro verrà fatta valere la disciplina prevista per i reati di mafia e terrorismo; le proroghe degli ‘ascolti’ potranno durare di 15 giorni in 15 giorni (ora sono di tre in tre) anche fino alla conclusione delle indagini preliminari. Sono queste alcune delle principali novità contenute nei sei emendamenti al ddl intercettazioni che il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa presenterà martedì 13 luglio.

Nelle sei proposte di modifica si prevede tra l’altro che per acquisire i tabulati telefonici basti il via libera del gip normale e non di quello in composizione collegiale. E che ci siano meno ‘paletti’ per le intercettazioni ambientali: nei luoghi non privati, cioé, si potranno fare anche senza avere la certezza che nel perimetro che si intende controllare si stia svolgendo un reato. Basterà che servano come prova ai fini dell’indagine.

I sei emendamenti che in questi giorni sono stati oggetto di confronti continui tra i tecnici di Via Arenula e i componenti della Consulta della Giustizia del Pdl, presieduta dal legale del premier Niccolò Ghedini, saranno al centro di una riunione di finiani convocata per domani mattina dal presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Giulia Bongiorno.

Solo martedì, spiegano alcuni parlamentari vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini, si saprà infatti se l’intesa tra le due ‘fazioni’ del Pdl è stata davvero raggiunta. ”Molte delle nostre richieste sono state accolte – spiega uno di loro – ma dobbiamo ancora esaminarli tutti insieme per capire quale posizione prendere…”. Il fatto però che le sei proposte di modifica porteranno la firma di Costa per loro non semplifica le cose: se a presentarle è  il capogruppo significa che sono, a tutti gli effetti, l’espressione del partito e, come si sa dall’ormai celebre Ufficio di presidenza del Pdl nel quale Fini e Berlusconi arrivarono ai ferri corti, chiunque voti in dissenso dovrà essere considerato ‘fuori’.

In attesa di capire meglio cosa accadrà martedì, tra i berlusconiani si da’ per scontato il ‘si’ di Fini e si pensa che si potrà andare benissimo al voto, almeno per quanto riguarda la Camera, entro la prima settimana di agosto. Governo e berlusconiani hanno deciso di presentare domani alle 15 i propri emendamenti per evitare che l’opposizione possa chiedere più tempo per la presentazione dei sub-emendamenti. Molti di loro, infatti, puntano a licenziare il testo in tempi rapidi.  Quindi inutile fare ‘melina’.

Il centrosinistra però annuncia la presentazione di numerose proposte di modifica e l’intenzione, come annuncia il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, è quella di fare ostruzionismo in commissione. Essendo stato calendarizzato in prima battuta il 29 luglio, infatti, il provvedimento, come da Regolamento, dovrà essere esaminato per la prima settimana di agosto con i tempi contingentati. Quindi l’ostruzionismo sarà possibile solo in commissione.

Ma se ciò dovesse avvenire, avvertono nel Pdl, il rischio è che si vada in Aula con il testo nella versione licenziata dal Senato. ”E non so quanto gli convenga”, argomenta un deputato del Popolo della libertà. Al Pd, comunque, queste ‘modifiche’ piacciono poco. ”Con riferimento ai presupposti – spiega il capogruppo del partito in commissione Donatella Ferranti – rimane un concreto pericolo per l’accertamento dei reati contro ignoti. Si richiede sempre uno stadio di investigazione troppo avanzato”. ”L’altra cosa importante – conclude – è che si sconfessa comunque la legge Falcone perché rimangono fuori dal doppio binario i delitti di criminalità organizzata, anche quelli dei ‘colletti bianchi’ o finalizzati a episodi di corruzione”.

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