Pensionati a Napolitano: contributo solidarietà legge incostituzionale non firmi

Pubblicato il 30 dicembre 2013 7:52 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2013 23:18
Pensionati a Napolitano: contributo solidarietà legge incostituzionale non firmi

Giorgio Napolitano. I pensionati: “Non firmi il contributo di solidarietà, è incostituzionale”

Anche i pensionati conoscono il web e intervengono nel dibattito su tagli alle pensioni con rabbia e cognizione di causa.

E un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: non firmi la legge che taglia le pensioni, è contro la Costituzione e lui lo sa perché la Corte costituzionale si è già pronunciata.

Riportiamo alcuni degli interventi, scritti da lettori di Blitzquotidiano sotto un articolo di Pierluigi Roesler Franz.

A Stefano Cattaneo che è favorevole ai tagli 

“(tutti i pensionati, lira più, lira meno, avrebbero diritto in base ai versamenti, con 40 anni di lavoro, al 54% dei loro ultimi stipendi. Tranne i piccoli ritocchi della legge Fornero, percepiscono tutti l’80% Giustissimo per le pensioni fino a 1.000 euro che vi sia un integrazione che renda dignitosa la pensione. Ma oltre tale cifra, accade che più è alta la pensione percepita, più lo stato da un integrazione grande. Perciò il giusto sarebbe che tutti, fino alla cifra di mille euro, percepiscano l’80% oltre tale cifra, sarebbe giustissimo si applicasse il metodo contributivo, e si percepisse solo il 54% degli ultimi stipendi)”

replica Michele Carugi:

“Probabilmente il sig Cattaneo non ha dimestichezza con i sistemi di calcolo del (defunto) sistema retributivo, altrimenti saprebbe che la regola “dell’80 %”, derivante dal coefficiente 2 per ogni anno di anzianità valeva fino a redditi di 43.000 euro lordi annui. Oltre tale limite il coefficiente decresceva e da 80.000 euro in poi diventava 0, 9.

Il risultato era che le pensioni più alte, guarda caso proprio quelle che ora si definiscono d’oro erano penalizzate e in molti casi (circa il 3%) davano rendimenti inferiori ai contributi.per questo andrebbe fatta per tutte una verifica contributiva prima di toccarle, ma questo è proprio ciò che sindacati e populisti dei vari schieramenti non vogliono fare perché le pensioni da ritoccare dal punto di vista dei contributi sarebbero quelle medie e basse”.

Un “ex servitore dello stato” ha scritto:

“È necessario dar vita ad un nuovo soggetto politico. Si sceglie di affidarsi ad un chirurgo non in base all’età ma in funzione della sua competenza.Non dobbiamo consentire a questi politicanti demagoghi di operare un genocidio di ordine economico e sociale nei confronti di lavoratori e servitori di uno stato (orrmai da scrivere con la s minuscola ) che ha violato il patto sancito dalla Costituzione (presidente Napolitano sino ad ora assente ). È necessario dar luogo anche ad una class action richiedendo, nei confronti dei responsabili, un ristoro economico per il danno esistenziale subito in un periodo della vita che doveva essere caratterizzato da una certa tranquillità in relazione all’opera svolta a favore dell’Italia rischiando a volte la propria vita”.

Un altro lettore che firma con pseudonimo scrive:

“A parte la caparbia reiterazione (Napolitano non può controfirmare la legge ) dopo la dichiarazione di incostituzionalità .alcune riflessioni sul contributo di solidarietà. In relazione alla crisi vengono tassati del 3% i redditi superiori a 300000 euro mentre vengono tassati dal 6% al 18& i soli redditi da pensione a partire da 90000 euro.Il provvedimento è iniquo ed irragionevole anche perché si abbatte su redditi che da tre anni non vengono rivalutati e quindi rimarranno irrimediabilmente decurtati. ALLORA SI INDIVIDUA UN SOLO SCOPO , ABIETTO E DEMAGOGICO , ALLA BASE DELL’ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO : MOSTRARE LO SCALPO DEI ” PENSIONATI D’ ORO ” AI GIOVANI QUARANTENNI , SOTTRARRE QUALCHE VOTO A GRILLO E COMPIACERE LA VOGLIA DI GOGNA MEDIATICA DI ALCUNI GIORNALI, colpendo il più duramente e vigliaccamente possibile alcuni servitori dello Stato abituati ad obbedir tacendo.

“È stato innescato un conflitto generazionale e sociale di cui il Paese non aveva davvero bisogno. A quali di questi Italiani il Presidente rivolgerà il suo messaggio di fine d’anno?”