Pensioni, Fornero spiega: contributivo per tutti, uscita dopo i 63 anni

Pubblicato il 26 Novembre 2011 9:05 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2011 9:13

ROMA – Il punto di partenza per una riforma delle pensioni è il ''metodo contributivo''. Da qui parte una riflessione del ministro del Welfare, Elsa Fornero che, in un intervento a La Repubblica, spiega le misure sulle pensioni.

''Si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori – afferma il ministro – rendendo subito effettive un'eta' minima di pensionamento, pari a sessantratre' anni e una fascia di flessibilita' che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai sessantotto (settanta) con un incremento di pensione che, secondo alcuni calcoli matematici e non in base a criteri politici, tengano conto dei maggiori contributi versati e della maggiore eta'''. Inoltre, ''dovrebbero scomparire le finestre''.

La flessibilita', secondo il ministro, e' ''un'occasione per concedere, a quei lavoratori che si sentono ancora 'produttivi' di scegliere liberamente se e di quanto posticipare il momento del pensionamento''. ''Il nostro modello – aggiunge Fornero – non consente una stima accurata dei risparmi. Cio' nonostante i risparmi di spesa sarebbero tutt'altro che irrisori potendo arrivare a qualche decina (3-4) di miliardi di euro nei primi 5-6 anni di effettiva applicazione del provvedimento''.

''In un momento in cui si e' costretti a richiedere duri sacrifici alle famiglie – sottolinea il ministro – con provvedimenti draconiani che colpiscono anche le fasce piu' deboli, non si puo' prescindere dall'abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano per molte categorie difficilmente annoverabili tra i bisognosi, come i liberi professionisti con le loro casse e i politici con i loro vitalizi''.