Dl sanità: “Medici in pensione con vecchie regole fino al 2014”. Governo: “No”

Pubblicato il 12 Ottobre 2012 19:10 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2012 19:18

ospedaleTORINO –  Nel decreto Balduzzi una norma prevede che i medici possano andare in pensione con le vecchie regole fino al 2014, in deroga alla riforma Fornero, ma il governo si oppone dicendo: non è possibile cambiare le regole solo per alcune categorie.

Secondo un emendamento al dl Balduzzi, approvato in commissione Affari Sociali alla Camera, i dipendenti del servizio sanitario potrebbero essere ”salvaguardati” rispetto all’inasprimento delle regole sull’accesso alla pensione introdotte con la riforma Fornero e andare in pensione fino al 2014 con le vecchie regole.

L’emendamento, che prevede anche un bonus contributivo di 30 mesi, riguarderebbe circa 600.000 persone. I dipendenti del servizio sanitario nazionale – si legge nell’emendamento appena approvato – che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che sulla base delle regole precedenti la riforma Fornero avrebbero comportato la decorrenza del trattamento entro il 31 dicembre 2014, ”possono richiedere l’accesso al trattamento pensionistico entro tale data con il riconoscimento di un periodo aggiuntivo fino a 30 mesi”. Di fatto quindi si riaprirebbe la possibilità di utilizzare le quote per l’accesso alla pensione di anzianità (requisiti da raggiungere entro il 2013 ai quali si aggiunge la finestra mobile).

”L’azienda sanitaria, ove conceda il collocamento a riposo con il predetto beneficio – si legge nell’emendamento – ”è obbligata a rendere non disponibile un posto di corrispondente livello nella dotazione organica per un periodo minimo di tre anni e comunque puo’ procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato nel limite massimo del 20% del personale cessato dal servizio nell’anno immediatamente precedente”. Il trattamento di fine rapporto per i lavoratori che avranno accesso alla pensione in anticipo rispetto alle regole della riforma Fornero grazie a questo emendamento ”sarà corrisposto alla data in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto” alla corresponsione dello stesso sulla base della riforma della previdenza di questo governo.

Sull’emendamento si è già espressa negativamente la Commissione lavoro ma è probabile che un no arrivi anche dalla commissione Bilancio. Il governo ha espresso parere contrario e la Fornero spiega: “Non ci sono fratelli maggiori e fratelli minori. Questa riforma pensionistica vale per tutti. Non credo si possa pensare all’esenzione di intere categorie. Questo trova il governo in netta opposizione”.

”Il governo – ha aggiunto il ministro del lavoro, Elsa Fornero-  è impegnato a cercare nell’ambito delle situazioni di persone che possono rischiare di trovarsi nel 2013 e 2014 senza reddito e senza lavoro altre cause giuste, meritevoli di salvaguardia. Non credo si possa pensare all’esenzione di intere categorie. Questo trova il governo in netta opposizione”.