Pensioni d’oro, Walter Rizzetto M5S vuole tagliarle e supertassarle. Ma come?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2014 6:30 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014 23:31
Pensioni d'oro, Walter Rizzetto M5S vuole tagliarle e supertassarle. Ma come?

Pensioni d’oro, Walter Rizzetto M5S vuole tagliarle e supertassarle. Ma come?

ROMA – Tagliare o supertassare le pensioni d’oro: ci hanno provato finora tre governi (Berlusconi, Monti, Letta) senza riuscirci. Vuole provarci Walter Rizzetto del Movimento 5 Stelle, primo firmatario di una mozione che intende tagliare, o meglio imporre una supertassa sulle pensioni più alte, cosiddette d’oro. Rizzetto è vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera. La mozione è firmata anche dai parlamentari Barbanti, Currò, Prodani, Rostellato, Cariello, Mucci, Turco, Chimienti, Bechis, Ciprini e Baldassarre.

Rizzetto, intervistato dal Sussidiario.net, si dice cosciente del fatto che le sentenze della Corte Costituzionale hanno ripetutamente bocciato gli interventi sulle pensioni d’oro, perché colpivano in modo “discriminatorio” una singola categoria di soggetti, ovvero i pensionati. Lui ha un progetto che

“risolve a monte la questione, prendendo come parametro di riferimento le cosiddette imposte sostitutive”.

Ecco in cosa consiste l’idea di Rizzetto:

“Andiamo a incidere fiscalmente – e non demagogicamente – sul problema delle pensioni d’oro e anche d’argento. Nel nostro sistema tributario sono presenti delle tipologie diverse di imposte sostitutive conformi al dettato costituzionale (in particolare in riferimento all’Articolo 53, quello impugnato dalla Corte per respingere i tentativi fatti). In sintesi, dunque, chiediamo al governo di introdurre un’imposta sostitutiva con aliquote progressive […] Dai 75.000 ai 90.000 euro c’è una tassazione del 43% su quello che uno va a introitare. Dai 90.000 in su (fino a 300.000 euro) si paga sempre il 43%: così non va, intendiamo introdurre altri scaglioni. La cosa interessante è che il maggior gettito va a riduzione delle aliquote inferiori, ovvero dei pensionati meno abbienti. Una cosa poi…”

Questo è quanto dichiara Rizzetto intervistato dal Sussidiario.net. Un progetto ambizioso, un testo di legge che riesca dove altri hanno fallito. Ma chi si aspetta che negli atti parlamentari ci sia un documento che sostenga tale ambizione rimane deluso.

Leggendo infatti il testo della mozione di Rizzetto (banche dati Camera), si nota una lunga premessa sulla situazione attuale delle aliquote e delle pensioni. La parte in cui Rizzetto illustra la sua proposta occupa molte meno righe, queste:

“si potrebbe introdurre un’imposta sostitutiva per i redditi di pensione, con un maggior numero di aliquote progressive, in modo tale da tassare maggiormente i redditi eccedenti i 90 mila euro e detassare i redditi di pensione più bassi. Questa soluzione normativa è fondata sulla stessa ratio giuridica delle richiamate imposte sostitutive in materia di redditi fondiari, di lavoro autonomo e di capitale, ma altresì troverebbe ulteriore giustificazione nei valori fondamentali della Costituzione. […]

impegna il Governo

a valutare se sussistono i presupposti per assumere iniziative volte a introdurre un’imposta sostitutiva per i redditi da pensione caratterizzata da un maggior numero di aliquote fiscali che consentano una più incisiva progressività, in modo tale da tassare maggiormente i redditi di pensione superiori ai 90 mila euro e destinare il maggior gettito alla riduzione del carico fiscale dei redditi di pensione meno elevati ed all’aumento delle «pensioni minime»”.

Se queste sono le premesse chi percepisce una pensione “d’oro” pare possa stare tranquillo.