Pensioni, governo contro Boeri: mani in tasca agli italiani

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2015 9:55 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2015 9:56
Pensioni, governo contro Boeri: mani in tasca agli italiani

Tito Boeri e Giuliano Poletti (Foto Lapresse)

ROMA – Tito Boeri, presidente dell’Inps, stila il suo piano sulla riforma delle pensioni: una proposta di 69 pagine in 16 punti molto simile ad un vero e proprio disegno di legge. L’aveva dato a Palazzo Chigi quest’estate, ma il governo l’aveva subito bocciato e chiuso in un cassetto. Adesso, seguendo la “trasparenza” lodata dallo stesso governo Renzi, ha pubblicato il dossier sul sito dell’Inps, sotto il significativo titolo “Non per cassa ma per equità”. Sostiene di averlo fatto soltanto ora per delicatezza, visto che ormai la legge di Stabilità è stata presentata. Ma nel governo non l’hanno presa bene.

A bocciare subito il piano Boeri sulle pensioni, che prevede tagli anche a quelle “d’oro” sopra i duemila euro al mese, è stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha parlato di proposte “magari giuste a livello tecnico” ma non in questo momento, in cui “bisogna dare fiducia agli italiani. E tagliare non è dare fiducia”.

Poche, secche parole da colui che di pensioni si occupa nell’esecutivo, l’erede del pesante lascito di Elsa Fornero, Giuliano Poletti: “La riforma delle pensioni è stata rimandata. Il piano illustrato da Boeri contiene misure utili come la flessibilità in uscita, ma ne contiene altre che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati”. Fine del discorso.

Esprime “forti perplessità sul metodo” utilizzato da Boeri Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia e segretario di Scelta Civica finito sulle pagine dei giornali nelle ultime settimane per il suo attacco alla direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. In quel caso aveva invitato la Orlandi, che lamentava carenze nell’Agenzia, a dimettersi. In questo caso distingue il ruolo di ministro del Lavoro da quello di presidente dell’Inps, come a domandare che Boeri faccia il suo lavoro ma in silenzio, senza ambire a proposte da legislatore.

A motivare la pubblicazione del dossier Boeri potrebbe essere il fatto che l’Istituto di previdenza non si sia rassegnato all’assenza, nella legge di Stabilità, di misure sulle pensioni, e tenti adesso di attirare l’attenzione su questo punto per fare in modo che alcune delle sue proposte si trasformino in emendamenti durante il dibattito parlamentare. Insomma, l’idea di Boeri potrebbe essere quella di lanciare spunti a chi dovrà emendare e, possibilmente, migliorare, la manovra. Ma al governo questo aiuto non pare gradito.