Pensioni il 10 del mese, protestano sindacati e consumatori: “Un sopruso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2014 13:25 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2014 13:25
Pensioni il 10 del mese, protestano sindacati e consumatori: "Un sopruso"

Pensioni il 10 del mese, protestano sindacati e consumatori: “Un sopruso”

ROMA – Le pensioni il 10 del mese anziché l’1? Un sopruso inaccettabile. Sindacati e consumatori protestano in coro contro il provvedimento contenuto nella legge di Stabilità che dovrebbe entrare in vigore l’1 gennaio prossimo. Il fatto è che l’Inps ha da tempo assorbito l’Inpdap, l’ente che si occupa della previdenza degli ex dipendenti pubblici e che già paga il 10 del mese, e quindi il governo vorrebbe uniformare le date dei pagamenti per razionalizzare l’operazione.

Ma c’è un coro di no da parte di sindacati e consumatori. Per i sindacati dei pensionati è “inaccettabile” la norma. Si tratta – dicono i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima – di “un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani”. 

“Una misura ingiusta e inaccettabile, che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica”. Così Federconsumatori e Adusbef. “Il danno – affermano le organizzazioni dei consumatori – rischia di estendersi all’intera economia: sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”.

Secondo i consumatori: “la vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro”.

Il Codacons è “assolutamente contrario”. “Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Sulla data di pagamento all’1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’ Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche”.