Pensionato che può fugge all’estero (più 65%). Sono 400 mila

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Settembre 2015 16:53 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 16:59
Pensionato che può fugge all'estero (più 65%). Sono 400 mila

Pensionato che può fugge all’estero (più 65%). Sono 400 mila

ROMA – Nel 2014 sono stati 5.345, circa 15 al giorno. Sono i pensionati italiani che se ne vanno all’estero e all’estero ricevono e incassano la pensione italiana. L’ultimo anno ha visto un aumento in percentuale rispetto alla media del quinquennio da configurare una fuga dei pensionati (che possono): più 65 per cento.

Fuggono dal costo della vita che in Italia è alto soprattutto al centro-nord del paese. Fuggono soprattutto dal fisco, dalle tasse. Infatti legge vuole che la pensione all’estero sia pagata al lordo dell’importo. Le tasse si pagano lì, nel paese dove si risiede e vive. Nella stragrande maggioranza dei casi “lì” vigono aliquote fiscale più basse di quelle italiane. Se in Italia il fisco ti leva il 30 per cento della pensione (più o meno), altrove è il dieci, massimo il venti.

Quanti hanno fatto il salto, quanti vivono all’estero con una pensione italiana? Circa quattrocentomila. In soldi e soldoni un miliardo di euro che l’Inps spedisce all’estero. Un miliardo di euro che non si traduce in consumi sul mercato interno e non genera gettito fiscale. Un doppio e ormai considerevole danno per l’economia nazionale.

La fuga dei pensionati dirige soprattutto verso l’America centrale e l’Oceania, anche se ci sono destinazione quasi di massa in Europa. Le linee di fuga suggeriscono molto dell’identikit del pensionato che molla e va. Lo fa il pensionato che può. Difficile, improbabile la fuga all’estero e dal fisco del pensionato a mille, mille cinquecento euro netti al mese. Il fisco non si accanisce su di lui e comunque non avrebbe le risorse per chiudere baracca e burattini e aprirne altra altrove. La fuga sembra invece a perfetta dimensione per il pensionato medio-ricco, quello da tremila al mese. Qui una cifra, maciullata dal fisco, da sopravvivenza senza angoscia e nulla più. Lì, altrove, una cifra che cresce perché meno tassata e che consente di vivere con agio, anche agiatezza.

Ah, ci sarebbe un problema: per avere, incassare la pensione al lordo all’estero occorrerebbe effettivamente risiedere all’estero per un congruo numero di mesi. Altrimenti è un modo non per fuggire dal fisco secondo regola ma per fregarlo fuori dalle regole. Ci sarebbe il problema. Però la nostra Agenzia delle Entrate controlla poco perché quattrocentomila da controllare sono tanti e tanti un po’ imbrogliano ma in fondo per cifre modeste.

Così, somma la vita meno costosa e più salubre in centro america, le tasse più basse in Australia o Nuova Zelanda, il caro vita inesistente in Romania, la pensione lorda e non netta, la stanchezza di vivere vin un paese difficile, la voglia di una Villa Arzilla su spiaggia bianca vista oceano e un po’ di bugie rifilate al fisco nostrano e fa quota quattrocentomila. In aumento, vertiginoso aumento.